Gene Wilder (83 anni al momento della morte) amava parlare del suo lavoro e dei trucchi del mestiere. Egli imparò, paradossalmente, l'arte e lo spirito della comicità al capezzale della madre. Quella comicità che avrebbe in seguito adoperato nei suoi film più famosi, tra cui: Non toccate le vecchiette, La Signora in rosso e Frankenstein jr. Il grande attore e regista ci ha lasciati dopo aver lottato per tre anni contro l'Alzheimer. Wilder era solito raccontare la nascita del suo lato scherzoso e mattacchione: "Quando avevo sette anni, mia madre ebbe un attacco cardiaco. Il dottore mi disse di fare il bravo, in quanto un'arrabbiatura avrebbe potuto ucciderla.

Ma mi disse anche un'altra cosa: 'Cerca di farla ridere'. E io mi misi a fare il clown". 

Gene Wilder: La Signora in rosso

Uno dei film più famosi di Gene Wilder è sicuramente La Signora in rosso del 1984. Di quel film è divenuta celebre la scena in cui l'attrice Kelly LeBrock (56 anni) danza sull'aria proveniente da una grata, che le faceva sollevare la gonna, mettendo in risalto le sue "grazie". Un pò come faceva Marylin Monroe nel lungometraggio Quando la moglie è in vacanza. Proprio in tale scena, il protagonista, interpretato da Wilder, inizia un corteggiamento a dir poco esilarante, che entrò nella storia del Cinema

Gene Wilder: la sua terza moglie

Gene Wilder era molto innamorato della sua terza moglie Gilda Radner, la quale morì di tumore a soli 42 anni. Alla sua memoria, l'attore fondò una clinica per le diagnosi precoci.

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Wilder rivedeva Gilda nel personaggio interpretato da Kelly LeBrock in la Signora in rosso. Il regista dichiarò al riguardo: "Quel personaggio era lei, ma serviva un'attrice più giovane. Così scelsi Kelly LeBrock che le somigliava". Nel film, Wilder impazziva per la "copia" della moglie. Tuttavia, nella vita preferiva l'originale, la sua amatissima Gilda.

Gene Wilder: due modelli italiani

Per le sue "celebri occhiate", l'attore e regista Gene Wilder ebbe come modelli di ispirazione, due grandi artisti nostrani: Alberto Sordi e Vittorio Gassman. Non è del resto un segreto che Wilder amasse il cinema italiano e sognava di lavorare con Lina Wertmuller. Il povero Gene ci lascia dopo una battaglia contro l'Alzheimer. La terribile malattia gli fu diagnosticata nel 2013 e da allora si era ritirato presso la sua villa di Stamford nel Connecticut. Per restare aggiornati sul mondo del cinema e della cultura in generale, cliccate Segui