Divide ancora il Ventennio fascista, nonostante il revisionismo storico sui totalitarismi. Il ripensamento del Secolo Breve ha preso avvio dall'opera dello storico tedesco Ernst Nolte, allievo di Heidegger, deceduto l'estate scorsa. La sua periodizzazione considerava come una sola guerra civile europea durata cinquant' anni il periodo delle due guerre mondiali del Novecento. Teoria che ha avuto grande eco e numerosi seguaci, alcuni più equilibrati altri meno, sia revisionisti che gente del parere contrario. Ad esempio in Monferrato, dove è nato il revisionista firma del nuovo giornale di Belpietro Giampaolo Pansa, un piccolo comune si chiama Grazzano Badoglio.

Perché qui il maresciallo nacque e morì. Pietro Badoglio fu capo del governo dopo la caduta del fascismo e firmò l’8 settembre 1943 l’ambiguo armistizio con gli angloamericani nella Seconda Guerra Mondiale. Lo comunicò alla radio e nel Paese ci fu il caos: si pensava che la guerra fosse finita. In realtà continuava e tutti se ne accorsero subito.

Intanto il re e il governo erano fuggiti a Brindisi sotto la protezione degli Alleati, appena sbarcati in Puglia, mentre i tedeschi occupavano tutto il Nord Italia. Il Giappone aveva occupato il  Sud-est asiatico e l'isole del Pacifico e i nazisti  in Europa erano padroni di 6 milioni di chilometri quadrati. In un altro paese dell'Astigiano, a Moncucco, il segretario comunale dal 1924 al 1950 era il camerata di Badoglio, Eugenio Criscuoli.

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Ebbene ora con una petizione su facebook si vuole togliere il nome "Badoglio" al paese di Grazzano; a Moncucco invece qualche anno fa gli abitanti si erano opposti a intitolare la sala del Consiglio comunale al segretario del Ventennio.

La Resistenza oggi

Proprio in Regione, dove è destinata a sfociare la protesta di Grazzano, la settimana scorsa il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito la medaglia d’oro al merito civile al Gonfalone del Piemonte, perché la guerra di liberazione è stata lotta di popolo dove partigiani, repubblichini e militari con le stellette portarono a termine la guerra contro le potenze dell’Asse Roma-Tokyo-Berlino, alleanza stipulata proprio il 27 settembre 1940. 

Tra gli italiani ci furono anche gli attendisti, gli opportunisti e i conformisti, come da tempo è stato riconosciuto con più o meno garbo storiografico. Ma pur nelle polemiche su una guerra civile che non passa, in Italia non si è giunti al revisionismo estremo come quello dello storico David Irving, arrestato in Austria per apologia del nazismo. 

XXXVI edizione del Progetto di Storia contemporanea

Ora gli studenti vincitori del concorso della Regione Piemonte andranno in viaggio di studio ai campi di concentramento tedeschi sul territorio dell'attuale Polonia di Auschwitz-Birkenau, a quelli di Mauthausen e Gusen in Austria, alla Risiera di San Sabba e alla Foiba di Basovizza, per documentarsi sulla storia europea contemporanea magari dopo aver consultato i saggi di Renzo De Felice, di Angelo d'Orsi (organizzatore del Festival di storia), di Gianni Oliva.

Per partecipare al concorso, gli alunni dovranno iscriversi con i loro insegnati entro il 16 novembre e consegnare l’elaborato alla segreteria del Comitato Resistenza e Costituzione, via fax o e-mail prima del 9 febbraio. Le loro potranno essere ricerche, video, fotografie e anche pièce teatrali su argomenti di attualità come il razzismo e i nuovi equilibri europei. E seguire quindi l'iter del progetto, dalle tracce dei temi fino al tour dei fortunati vincitori, sulle pagine Facebook del Consiglio regionale e del Comitato Resistenza, sull’account Twitter @crpiemonte e sulla webapp.