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Più di due milioni di copie vendute nel mondo, un passaparola impressionante di lettori e ora una pellicola tratta dal libro. Un successo che la stessa Paula Howkins, autrice del romanzo, evento dello scorso anno, non si immaginava e che è in realtà frutto di una accurata campagna promozionale della casa editrice e delle agenti della scrittrice che hanno distribuito una bozza del libro a tutti gli addetti ai lavori che contano prima della sua uscita ufficiale.

A questo bisogna aggiungere che La ragazza del treno ha come soggetto primario uno degli istinti più sviluppati dell’essere umano: l’interesse per le vite degli altri.

Possiamo chiamarlo pruderie o semplice desiderio di identificazione

Ma spiare nel buco della serratura affascina proprio tutti, anche quelli che dicono: “no, io assolutamente no”.

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E così da questo istinto/impulso naturale umano la Howkins costruisce un lavoro letterario intenso e noir dove la protagonista si strugge e si mortifica per la sua vita senza amici, senza amore e senza famiglia guardando, ogni giorno, dal finestrino del treno per pendolari che prende per andare a lavorare la “vita perfetta” di una sconosciuta che a lei finisce con il sembrare la donna più felice e fortuna del mondo. Una bella casa, una veranda che fa da location ideale a colazioni romantiche e un marito attento e affascinante. Cosa desiderare di più dalla vita?

Rachel frustrata e insoddisfatta dalla sua esistenza brama e anela quello che ha la coppia perfetta, i coniugi ideali e idealizzati a cui la stessa protagonista del libro dà addirittura un nome. Per lei sono Jess e Jason.

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Le vite degli altri, però, sono solo apparenza

Esattamente come lo sono la maggior parte delle cose del mondo. Si vede quello che si desidera vedere, si danno agli altri felicità e successi che raramente risultano veritieri. E la donna sola e depressa un bel giorno si accorge di questa universale verità. Proprio su quella veranda così ambita e sognata da lei accade qualcosa di inatteso e terribile e lei dal finestrino del treno assiste a tutto e ne diventa testimone. Il film con Emily Blunt e la regia di Tale Taylor segue pedissequamente il libro e la trasposizione cinematografica riporta un passaggio cruciale dalla narrazione intimista al thriller vero e proprio esattamente nel momento stesso in cui il libro decolla e diventa una successione compulsiva di eventi tragici.

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Particolarità essenziale della pellicola rimane la fotografia filmica che è costruita a strati esattamente come la trama del romanzo. Luci e atmosfere soffuse e intime fino a che la protagonista sogna e rimpiange e veri e propri blocchi di colore per sottolineare i momenti cruciali dell’intera narrazione.

Il film esce oggi 3 novembre in tutte le sale italiane ma l’attesa è già alta tra i fan del romanzo della Howkins e tra quelli che il libro, invece, non lo hanno.