E' stata archiviata un'altra brillante edizione dell'Asta mondiale del Tartufo Bianco d'Alba. L'evento si è svolto presso il bellissimo castello Grinzane Cavour. L'asta si è tenuta in onore alla pregevole pietanza, che nasce nelle terre di Roero e Alba Langhe. Il tartufo bianco è divenuto simbolo, quest'anno, di solidarietà e speranza per un futuro migliore. Sono stati in tutto contesi, 16 magnifici esemplari del tubero, abbinati a bottiglie di buon vino Barbaresco e Barolo. L'asta ha prodotto un ricavato di quasi 500000 euro.

Raggiunto un nuovo record

L'Asta 2016 dedicata al Tartufo d'Alba, ha superato di gran lunga, quella dell'anno scorso.

Nel 2015 era stato infatti raggiunto un ricavato di quasi 300000 euro. La cifra di quest'anno, è stata pari a 450000 euro, battendo il record dell'edizione 2007, quando fu raggiunta la cifra di 364.600 euro. Il tartufo bianco è un piatto molto ricercato in Piemonte, così come nel continente americano. Numerosi gli chef, cuochi, imprenditori e gourmet, che si sono contesi i lotti del prezioso tubero, durante l'asta.

Parte del ricavato alle popolazioni terremotate

Un rilancio dopo l'altro, ed è diventata l'asta dei record. Una gara di solidarietà per destinare parte dei proventi, alle popolazioni terremotate del Centro Italia. Un primato che risponde all'incredibile cifra di 450000 euro, raccolti durante la tradizionale Asta del Tartufo Bianco. L'evento si svolge ogni anno presso il castello di Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo.

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Molte le offerte al rialzo, alcune di esse andate a vuoto, ma non per lo chef cinese Zhenxiang Dong, che si è aggiudicato un bellissimo esemplare del tubero, pesante un chilo e 170 grammi. Il costo? Ben 100.500 euro. Tanti soldi per una nobile causa durante l'asta dei record. Parte dei proventi, saranno infatti destinati alle popolazioni terremotate di Norcia. Non a caso, la cittadina umbra è la casa di un altro esemplare di tartufo: quello nero. Quest'anno, tre chef sono stati investiti del titolo di ambasciatore del Tartufo Bianco d'Alba nel mondo: Philippe Lèveillè, Zhenxiang Dong e Mauro Colagreco.