"Oh, certo che è vero. E' così vero che sanguina. E allo stesso tempo è una ricostruzione: mai sottovalutare il potere della fiction di dire la verità." Sono parole di Leslie Feinberg (1949 - 2014), attivista transgender identificat* anche come "lesbica butch", autore del romanzo autobiografico "Stone Butch Blues" (1993). Da quest'opera ha tratto spunto Monica Romano (Milano, 1979). Laureata in Scienze Politiche, ha iniziato la propria militanza nel 1999 con Arcitrans. In seguito, ha fondato l'associazione "La Fenice - Transessuali & Transgender Milano", di cui è stata presidentessa fino al marzo 2009.

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E' responsabile del gruppo "AMA Identità di genere" presso il Circolo TBGL Harvey Milk di Milano. Monica ha collaborato a documentari sulla realtà transgender. Ha pubblicato il saggio "Diurna.

La transessualità come oggetto di discriminazione" (Milano 2008, costa & nolan). La sua opera più recente, però, è un romanzo autobiografico: "trans. Storie di ragazze XY" (Milano 2015, Mursia). A queste pagine, è affidata la sua vicenda di donna "mtf", ovvero "male-to-female": transizionata dal maschile al femminile.

Presentazione del libro a Varese

Monica Romano non si è risparmiata per far conoscere la propria ultima pubblicazione. L'11 dicembre 2016 è stata presentata a "Il Salotto" di Varese, su iniziativa del locale circolo Arcigay presieduto da Giovanni Boschini. L'evento è arrivato in una cornice di attualità in cui il termine "trans" continua a essere associato a prostituzione e pettegolezzi. Proprio da questo tipo di "informazione pruriginosa" comincia il romanzo autobiografico: la protagonista e le sue amiche si indignano davanti alla morbosità delle cronache riguardanti Brenda, la prostituta mtf legata al caso Marrazzo.

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Il resto delle pagine riguarda la sofferta vicenda esistenziale di Monica, divenuta Ilenia nel libro. Una vicenda legata, come altre, anche e soprattutto al desiderio di più rispetto e meno preconcetti.

A fianco di Monica

A Varese, Monica Romano era accompagnata da due amiche e compagne di attivismo: Erica Gazzoldi, scrittrice, e Sabina Zagari, attivista per la visibilità intersessuale. Le tre si erano conosciute grazie al Circolo Harvey Milk. Durante la serata, Erica ha letto tre brani tratti dall'opera. Il primo episodio selezionato era l'incontro dell'adolescente Ilenia con la realtà dei locali notturni per donne mtf: luoghi di prostituzione, droga, abbordaggio da parte di uomini viscidi e sfruttatori. Un vero shock.

Il secondo passo era la descrizione della prima operazione chirurgica di Ilenia: la femminilizzazione del volto. Un intervento complesso, rischioso e costoso, pagato dalla protagonista grazie all'inesausto lavoro in un call center. Altre possibilità lavorative le sarebbero state precluse da motivi di "rispettabilità" delle aziende.

Il terzo ha narrato l'amore di Ilenia per Sam: inizialmente presentatosi come ragazzo ftm ("female to male", ovvero uomo transgender), svela poi di non voler intraprendere il percorso di riattribuzione del sesso. Ilenia si rende così conto di amare Sam per la persona che è, al di là di suoi genitali e dell'aspetto con cui si presenta. Questo è ciò che vien detto "pansessualità". A Sabina, invece, è toccato spiegare cosa significhi essere "intersessuale": non appartenere a uno dei due sessi, per una particolarità genetica. Questo, in Italia, comporta tutt'oggi interventi di "normalizzazione" chirurgica dei bambini, che hanno per effetto una vera e propria mutilazione.