Salvatore Fergola (1796 - 1874) è stato l'ultimo pittore della corte borbonica, cui i sovrani affidarono il compito di dipingere tutti i più importanti momenti vissuti dal Regno, come le grandi innovazioni tecnologiche e culturali che impressero dopo il rientro a Napoli a seguito della Restaurazione voluta con il Congresso di Vienna.

Le prime ferrovie e i primi ponti in ferro in Italia voluti dai Borbone dipinti da Fergola

Quando nel 1839 fu realizzata la ferrovia che collegava Napoli a Portici e nel 1843 quella che collegava Napoli a Caserta, con il contributo di un finanziatore privato, l'ingegnere parigino Armand Bayard de La Vingtrie, il re Ferdinando II volle che con dei dipinti il pittore di corte, Salvatore Fergola, conservasse la memoria di quelle storiche innovazioni, le prime di quel tipo in Italia, ai posteri.

Fu così che vennero dipinti "Inaugurazione della nuova strada di ferro eseguita in Napoli" e "Stazione di Napoli dalla strada ferrata di Castellammare". Altro importante momento di innovazione fu costituito dalla realizzazione dei primi ponti in ferro in Italia, sul fiume Garigliano e sul fiume Calore, il cui ricordo è stato affidato anch'esso all'opera di Fergola.

Le bellezze naturali del Regno delle Due Sicilie nei quadri di Fergola

Quando Fergola operava, il mondo dell'arte era pregno delle suggestioni del Romanticismo ed i dipinti del tentativo di descrivere le sensazioni che l'uomo prova dinanzi all'immensità della natura. Fergola tradusse queste suggestioni, dipingendo non i paesaggi montani tipici del Romanticismo tedesco bensì gli altrettanto stordenti paesaggi tipici del Regno delle Due Sicile, come la vista notturna di una luminosa luna piena che fa capolino tra le nuvole ad illuminare i Faraglioni di Capri oppure come quella di una tromba marina che fa serpeggiare il terrore tra le navi al largo di Procida.

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Quasi tutti i quadri realizzati per i Borbone da Fergola sono ordinariamente esposti tra il Museo di Capodimonte e quello di Sant'Elmo, ma in occasione di questa mostra sono stati raccolti, con altre notevoli opere, a Palazzo Zevallos Stigliano, con l'intento di puntare i riflettori su quegli anni di splendore per il Regno delle Due Sicilie e per il pittore di corte che ne raccontò le vicissitudini. Si ricorda che la collezione permanente del Palazzo ospita, "Il Martirio di Sant'Orsola", uno degli ultimi dipinti realizzati da Caravaggio, in questi giorni raccontato da Sgarbi in un suo spettacolo, e "Sansone e Dalila", della pittrice, sulla cui opera a Roma a Palazzo Braschi è in corso di svolgimento un'importante mostra. Il costo del biglietto intero è di soli cinque euro, ma è bene comunque consultare il sito essendo disponibili numerosi sconti e possibilità di ingresso gratuito.