L' undici novembre scorso Achille Lauro ha pubblicato 'ragazzi madre', il suo primo lavoro ufficiale dopo l'uscita da Roccia Music. Il titolo sin dall'inizio ha destato la curiosità dei supporter, oltre che dei vari osservatori che quotidianamente seguono con attenzione il panorama Rap italiano. La cover del disco – raffigurante una radiografia che evidenzia la presenza nello stomaco del rapper dei classici 'ovuli', ovvero gli involucri che vengono ingeriti dai pusher per trasportare ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti, eludendo in questa maniera i controlli – spiega solo in parte il senso di questo singolare titolo, la parte del concept che l'autore del disco ha voluto definire come 'la più superficiale'.

La spiegazione di Achille Lauro a Sto Magazine

Il rapper romano, recentemente intervistato da 'Sto Magazine', ha utilizzato queste parole per spiegare il senso del titolo e il concept del suo ultimo disco: 'Il concept di Ragazzi Madre nasce – al di là della copertina e della cosa esplicita, che è il primo significato diciamo, un po' più superficiale, che è un ragazzo con gli ovuli in pancia – da una situazione che molti pischelli si trovano a vivere. Dei ragazzi sono stati madri e padri per i più piccoli, e i più piccoli lo saranno per altri ragazzi, almeno per noi è stato così. Per me il concetto di Ragazzi Madre è molto più profondo dell'estetica effettiva del disco, è proprio un concetto di ragazzi che si trovano, per diversi motivi, chi per scelta, chi per bisogno, in mezzo alla strada.

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O comunque soli, perché qua non parliamo di strada, parliamo di solitudine. Si devono fare forza gli uni con gli altri, si devono crescere. Io stesso sono stato cresciuto dai ragazzi madre. Ho avuto un sacco di guide, che mi hanno insegnato tanto.'

Cresciuto dai Ragazzi Madre

Nella parte finale di un un'altra intervista, rilasciata a dicembre per il portale Hano.it, Achille Lauro aveva già avuto modo di spiegare, in maniera tanto sintetica quanto efficace, il ruolo e la figura del 'Ragazzo Madre' nella sua vita e nel suo immaginario artistico, queste le sue parole: 'Mi sento un ragazzo madre cresciuto da ragazzi madre, questo che vuol dire ? E' un po' il concept del disco. Io sono stato cresciuto da dei ragazzi più grandi e ho cresciuto dei pischelletti accanto a me. [..] Non ti parlo di vita di strada, ma ti parlo di solitudine. [..] Leggevo da qualche parte che la solitudine è il motore dell'arte, sono d'accordo.'