La mostra Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi curata da Guido Beltrami e Adolfo Tura, è stata prorogata fino al 29 gennaio, ed è destinata a diventare l'iniziativa di maggior successo e originalità all'interno di una vasta gamma di appuntamenti dedicati quest'anno al quinto centenario della pubblicazione della prima edizione dell'Orlando Furioso.

Qualche dato

In poco più di due mesi i visitatori sono stati oltre 80 mila, e ciò a dimostrazione del fatto che il poema, uno dei capolavori della cultura occidentale, non ha perso smalto. Ma è proprio il nucleo della mostra ad aggiungere ulteriore fascino all'evento. La mostra ricrea infatti gli stimoli visivi e letterari che hanno ispirato il poeta durante la composizione del poema, provando a rispondere a una suggestiva domanda: quali immagini affollavano la sua mente e quali opere d'arte alimentarono il suo immaginario?

Il visitatore entra in uno spazio magico, immergendosi letteralmente nelle atmosfere dell'universo ariostesco e della Ferrara estense.

Un viaggio nel tempo, tra tornei e battaglie, cavalieri e amori, sogni e incantesimi. Una vera e propria carrellata dei capolavori dei più grandi artisti del periodo, tra cui Botticelli, Leonardo, Mantegna, Raffaello, Giorgione e Tiziano, ma anche incisioni, sculture antiche e rinascimentali, opere teatrali, arazzi, armature, spade, preziosi manufatti e libri cavallereschi rarissimi, se non addirittura unici (come l'unica copia dell'Orlando innamorato, composta nel 1487 da Matteo Maria Boiardo, dalla quale Ariosto trasse ispirazione per i personaggi e la linea narrativa del suo Furioso).

Questi pezzi unici, che faranno girare la testa agli amanti della storia culturale italiana, sono inseriti nel perfetto contesto del Palazzo dei Diamanti di Ferrara, uno degli edifici più rappresentativi del Rinascimento italiano.

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Edificio che lo stesso Ariosto vide costruire e che si trova a metà strada tra il Castello Estense, la casa dove morì e la Biblioteca, dove sono conservate tre edizioni della sua opera e dove il poeta è sepolto.

Una mostra imperdibile, dunque, che farà rivivere il fantastico mondo cavalleresco dell'Orlando Furioso e che offrirà al contempo uno spaccato sulla Ferrara in cui il libro fu concepito.