Sono giorni sempre più difficili per le popolazioni di Abruzzo, Marche e Lazio, già alle prese con black out e ingenti nevicate, ora colpite da nuove scosse di Terremoto. Non solo la natura, però, intralcia il faticoso cammino verso la normalità. Durante la question time alla Camera, infatti, il ministro dei Rapporti con il Parlamento Anna Finocchiaro, rispondendo alle domande della deputata del Movimento 5 Stelle Laura Castelli, fa emergere un nuovo e drammatico problema: i 28 milioni di euro donati dagli italiani per le popolazioni del Centro Italia colpite dal terremoto di agosto non sono ancora arrivati a destinazione.

I soldi sono tanti ma sono bloccati

Il ministro spiega che il protocollo d'intesa per l'attivazione e la diffusione di numeri solidali siglato con le società telefoniche coinvolte prevede un lungo cammino burocratico: "va realizzata innanzitutto un'analisi dei danni per ogni regione" spiega, "e successivamente si sottopone l'analisi a un comitato di garanti, che deve verificare il rispetto delle norme nell'utilizzo dei soldi raccolti".

Solo dopo questo lento cammino i milioni di euro potranno essere sbloccati.

Ancora la burocrazia, dunque. Lecito chiedersi cosa avrebbero potuto fare i comuni colpiti, se questi 28 milioni di euro fossero già arrivati, per fronteggiare al meglio questo inverno che sembra diventare sempre più crudele. Non era difficile prevederlo, dal momento che si sta parlando di paesi di montagna, dove l'inverno è di per sé rigido. Proprio questa prevedibilità, spiega Ilaria Lombardo su La Stampa, "avrebbe dovuto rendere la macchina della solidarietà più flessibile per mettere a disposizione i 19 milioni raccolti via sms tramite il numero 45500, e i quasi 8 milioni arrivati tramite bonifico bancario al 10 gennaio 2017".

In effetti, se si pensa che il primo terremoto risale al 24 agosto e che le prime donazioni tramite i numeri solidali sono state chiuse il 9 ottobre, ci sono almeno 15 milioni di euro fermi da oltre tre mesi.

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