Non sapete che fare oggi? Questo San Valentino vi lascia indifferenti, o trovate che tutto il clamore di questo mondo, le sue notizie terribili siano troppe e avete bisogno di un momento di pace e riflessione? Bene, in ognuno di questi casi, ma sopratutto se siete innamorati, andate a vedere Paterson di Jim Jarmusch. In un periodo in cui gli autori Hollywoodiani sembrano tutti alla disperata ricerca di epicità e storie universali, è stato un vero piacere poter assistere a un'opera che fa della semplicità della vita di un uomo comune il suo punto di forza.

L'uomo comune, cui storia semplice e profondamente poetica sta alla base di questo nuovo film di Jarmusch, è Paterson (interpretato brillantemente da Adam Driver), autista di autobus in un paesino dell'America periferica, anch'esso chiamato Paterson.

E così, come il placido paese di Paterson si divide tra la monotonia delle vite dei suoi abitanti e un passato ricco di poesia (essendo stato luogo di permanenza di un famoso poeta americano), anche la vita dell'omonimo protagonista è divisa tra il suo ripetitivo tram-tram quotidiano e l'urgenza poetica che lo porta a scrivere piccole opere letterarie in ogni momento libero che riesce a trovare. Poesie che rimangono chiuse nel suo taccuino, nascoste al mondo per colpa della modestia del loro autore. Chi crede invece che queste brevi odi al quotidiano, semplici e dirette come il poeta che le ha messe su carta, debbano vedere la luce in una raccolta da proporre al pubblico, è Laura, la sua compagna.

Ed è nella figura di Laura (perfettamente incarnata dalla bellissima Golshifteh Farahani), che troviamo l'altro tema centrale di questo piccolo gioiello in pellicola, ovvero l'amore.

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L'autore intelligentemente ci presenta Laura dapprima come una donna caotica, che non riesce a decidere se fare la cantante country, la stilista o aprire una pasticceria di cup-cakes, facendo presumere che tra i due, così diversi e spesso distanti, non possa che nascere un conflitto dai risvolti nefasti. Le lezioni e la chitarra che Laura vuole costano, la pittura con cui lei copre i propri vestiti (e qualsiasi superficie della casa) si scrosta dopo pochi giorni e i suoi cup-cakes non sono affatto buoni. Ma mentre assistiamo alla paziente determinazione con cui Paterson esaudisce i desideri della sua amata Laura e il sincero supporto che offre nei confronti di ogni suo progetto (supporto peraltro totalmente corrisposto da lei), capiamo lentamente che l'amore tra i due è talmente profondo da far superare qualunque piccolo problema o incomprensione.

Infine è questo il messaggio che il film vuole proporre; senza inventare trucchi narrativi per "vivacizzare" la storia e senza scadere in facili drammi, Jarmusch ci ricorda che il vero valore della vita si trova in piccoli attimi quotidiani, come lo svegliarsi abbracciati alla persona che si ama, aiutare il prossimo con una parola buona e trovare il tempo per vedere la bellezza della realtà che ci circonda.

Un film che vuole rivalutare l'esistenza di milioni di uomini e donne, cui vite sono distanti anni luce dai clamori e dalle storie narrate a Hollywood e che per questo spesso vengono dimenticati o, peggio ancora, convinti che la mancanza di "grandezza" nella loro esistenza si possa e si debba sopperire con l'immedesimazione in storie che non gli appartengono. Jarmusch ci dice invece che ogni vita ha un grande valore, poetico ed esistenziale, e che l'unica cosa che dobbiamo fare per accorgercene è di cercarlo nelle cose semplici.

Consigliato a tutte le coppie, anche a San Valentino.