Dal 21 febbraio malamore della giornalista scrittrice Concita de Gregorio, torna il libreria con una nuova veste grafica curata da Einaudi. Il libro pubblicato nel 2008 è ancora tristemente attuale. Più che chiedersi perché gli uomini si sentano autorizzati ad esercitare violenza sulle donne la scrittrice si chiede quali siano i motivi che portano le donne a riconoscerla e respingerla.

Il problema ha radici profonde, intime, che hanno a che fare con l’immagine che le donne hanno di se stesse. Ma qualcosa sta cambiando (e per fortuna quando mai non lo fa?) nella maniera di affrontare le questioni legate alla condizione della donna.

Cosa c’è di nuovo

Qualche mese fa Aldo Cazzullo ha pubblicato “Le donne erediteranno la terra”. Ed è di ieri l’uscita di “Storie per la buonanotte per bambine ribelli” di Favilli e Cavallaro. Cosa hanno in comune questi libri? Affrontano la questione con uno sguardo che parte dal basso. Dal punto di vista che potrebbe avere una bambina di quattro anni, per esempio.

Dite la verità quante Frozen avete incontrato ieri alla festa della scuola di vostro figlio, o in piazza per la festa di martedì grasso? Io molte. E quante Cenerentola hanno risposto all’appello? Molte meno. Cazzullo parla di una nuova generazione, la generazione Hermione, di bambine cresciute con un immaginario fiabesco che non poteva essere più lontano da quello delle loro mamme e nonne. Le eroine dei nuovi fantasy (Merida, Elsa, ed Hermione, appunto) hanno una visione di se stesse molto diversa da quella che poteva avere Biancaneve.

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Per non parlare di Ariel, la Sirenetta, in cui il rinnego della propria identità per piacere ad un uomo, diventa l’emblematico leitmotiv di tutta la storia.

Le nuove eroine credono nelle proprie capacità, e devono farlo per forza di cose, e per dovere di trama. A prescindere (e talvolta nonostante) la presenza di un uomo al loro fianco. E c’è da ripensare al vocabolario: spavalderia, sfrontatezza, ribellione sono parole investite di una rinnovata accezione positiva se associate alla nuova consapevolezza delle donne, e delle loro potenzialità.

Come nel caso delle ragazze ribelli raccontate nel libro di Elena Favilli e Francesca Cavallaro, destinato ad un pubblico bambini (e di bambini diventati adulti): donne vere, in carne ed ossa che con il loro genio e i loro sogni hanno cambiato il mondo.

La responsabilità dei genitori

La parola responsabilità può creare spavento. Per le aspettative che presuppone, per il senso di colpa in caso di fallimento. Che sono un po’ i precetti dell’educazione infantile fino a qualche anno fa.

Cosa possono fare allora i genitori? Negli ultimi anni sono usciti alcuni libri pensati in maniera specifica mamme e papà di figlie femmine. Sono molti, ma ne cito uno: “Crescere figlie femmine” di Steve Biddulph (Tea, 2013)

È un manuale in cui lo scrittore (un terapista familiare) affronta la crescita delle bambine dalla nascita ai diciotto anni. Definisce quali sono le “cinque zone rischio” a cui le ragazze sono più esposte: creazione di una errata immagine di sé; bullismo; disturbi alimentari; dipendenze; rischio di cadere nelle insidie del web. E viene in aiuto ai genitori proponendo i comportamenti corretti da tenere, perché la propria bambina diventi una donna saggia, e positiva. E per farle dono di autostima, forza ed equilibrio: il più prezioso lascito che un genitore possa fare.

“Malamore” esce insieme ad altri due titoli della De Gregorio: “Io vi maledico” e “Un giorno sull'isola. In viaggio con Lorenzo”. I tre libri sono stati ripubblicati nella nuova veste grafica della uniform edition nei Super ET Einaudi.