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Whitney Houston è stata una delle più grandi interpreti del panorama pop-soul mondiale. La sua stella si è appannata e spenta qualche anno fa per l’abuso di droga e alcool, per scelte sbagliate.

Al Cinema, dal 24 al 28 aprile, sarà possibile ripercorrere le tappe che l’hanno resa una star di prima grandezza. Nick Broomfield, autore di un film su Kurt Cobain, firma la regia di “Whitney” un documentario fortemente voluto dalla BBC.

Conoscenti, amici e colleghi di The Voice - soprannome che le diede Oprah Winfrey - raccontano aneddoti e svelano il carattere non sempre facile di una donna pieno di talento e amante degli eccessi.

La vita e gli amori di Whitney

Tra album, premi e successo la pellicola non si scorda del grande e turbolento amore della Houston, mostrandoci l’uomo che le cambiò l’esistenza: il suo ex marito.

Bobby Brown e Whitney si sposano nel 1992 e divorziano nel 2007, tra liti, scandali e denunce. I tradimenti di Bobby non hanno impedito alla cantante di cercare di mantenere vivo un rapporto probabilmente alla base del suo declino come persona e artista. Lui ama bere e lei ha problemi con la droga. Whitney tenta di disintossicarsi, lo fa anche per amore della figlia Bobby Kristina. Una ragazza dal destino tragico come quello della madre: morirà in circostanze analoghe, quasi ripetendo le scene di un copione scritto da uno sceneggiatore fin troppo cinico.

Altra figura chiave nella vita dell’artista è John Houston, padre e manager.

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Il legame tra i due non è dei migliori, litigano per soldi e clausole contrattuali fino al 2004, anno della morte di John.

Ovviamente il film è anche l’occasione per riascoltare i grandi successi di Whitney: I Wanna Dance With Somebody, How Will I Know, Greatest Love Of All, I’m Your Baby Tonight e I Will Always Love You. Quest'ultimo brano, scritto e cantato nel 1974 da Dolly Parton, regalò alla Houston soddisfazioni e record senza precedenti: 26 settimane nella classifica Billboard e 16 milioni di copie vendute. Merito anche dell’attore Kevin Costner – coprotagonista di The Bodyguard – che suggerì alla regina del soul di inciderne una sua versione come tema portante del film.

Ricordi, immagini e live per omaggiare una donna che di sé disse tutto con questa semplice frase: “Posso essere la mia migliore amica ma anche la mia migliore nemica…”