Continua il tour dei mogwai, organizzato per la tappa odierna da 'Indipendente Concerti' e 'Live Nation Italia', per la presentazione del nuovo lavoro ‘Every Country’s Sun’, nono disco della band uscito quest’anno a settembre. La nomina che i Mogwai siano una band che si esalta nelle esibizioni live, ha avuto conferma questa sera alla location Atlantico, a Roma. In effetti vinsero anche un NME Premier Awards nel 2000 come ‘Live Act of the Year’. Il dubbio è che la struttura fosse in grado di esaltare il suono e le performance live della band in maniera quanto meno sufficiente. A conti fatti supererà la prova, ma non in maniera eccellente.

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Opening act: Sacred Paws ore 20:30

Ad aprire il concerto c’è la band tutta al femminile delle ‘Sacred Paws’. Possono una ragazza che vive a Glasgow ed una a Londra riuscire a creare una band e registrare un disco? Si, ed hanno infatti registrato un EP per l’etichetta Rock Action, di proprietà dei Mogwai. Sono un trio tutto ritmo e velocità. Hanno eseguito "Everyday" e "Rest", ultimi singoli registrati ed altri tre brani dal loro repertorio. I pezzi sono ad alto contenuto energetico: pop e Afro-beat con richiami e ispirazione ai grandissimi Talking Heads. Esattamente l’opposto a ciò che propongono i Mogwai.

Mogwai, ore 21:30

E’ ora il loro turno. Non hanno ormai più bisogno di presentazioni: sono entrati di diritto nell’olimpo della musica già venti anni fa quando uscì ‘Young team’, un disco pietra miliare che rese inconfondibile il loro stile post-rock e avanguardia, tracciando una via per le future band. Il problema è la creatività: dopo una carriera di dischi eccellenti e pochissimi passi falsi, gli ultimi due lavori, tra cui appunto quest’ultimo ‘Every Country’s Sun’, non apportano nulla di nuovo alla loro attività.

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Ma resta comunque un disco notevole. Un caso a parte è infatti il tentativo di creare un pop raffinato e di classe con ‘Party in the dark’, eseguito al concerto in chiave anche più ‘shoegaze’ di quella in studio. A sorpresa, è stato eseguito anche il brano ‘I’m Jim Morrison, I’m dead’, tratto dall’acclamato disco ‘The Hawk is howling’. Brano in perfetto stile Mogwai, dove suoni e paesaggi sonori incendono per esplodere in un turbinio finale di emozioni.

Stranamente i Mogwai non eseguono ‘Coolverine’ uscito come singolo e di cui esiste un bel videoclip, ma altri brani dal loro ultimo disco. Gradita dal pubblico anche il brano ‘Rano Pano’ con le sue chitarre distortissime, ma qui l’impianto si rivela non proprio adeguato allo stile ed al suono dei Mogwai, essendo poi una band che esegue brani per lo più strumentali. Il finale però è strepitoso con ‘Mogwai fear Satan’, brano perfetto per chiudere un concerto.

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Una base ritmica ossessiva, distorsioni continue, lunghe pause e un esplosivo finale ipnotico e psichedelico. E non c’è traccia del romanticismo ‘shoegaze’: i loro brani sono duri, ostici, quasi distaccati. Alla fine comunque un’onesta ora e mezza di concerto. Per il loro stile ed il modo di interpretare la musica, forse però sarebbe stato ideale trovare un’altra location.

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