Si è conclusa il 18 febbraio la grande mostra monografica a Palazzo Reale di Milano, che celebrava Henri de Toulouse-Lautrec. L'esposizione, a cura di Danièle Devynck (direttrice del Museo Toulouse-Lautrec di Albi) e Claudia Zevi, promossa e prodotta da Comune di Milano-Cultura e da Palazzo Reale, evidenziava l'intera produzione artistica e i tratti di straordinaria modernità di Lautrec, attraverso un percorso articolato in sette sezioni tematiche, disposte in 14 stanze. La mostra poteva essere visitata con l'ausilio di una audio-guida gratuita.

Chi è H.T.L.

Henri de Toulouse-Lautrec, anche se effettivamente non aderì a nessuna scuola particolare, è considerato uno degli ultimi pittori impressionisti.

Nonostante discendesse da una nobile ed antichissima famiglia francese, la sua vita fu tutt'altro che facile. A quattordici anni cadde due volte da cavallo, incidente che gli procurò una lesione permanente, con le gambe che non riuscirono più a crescere come il resto del corpo, condannando così il pittore ad una forma di nanismo. Ciò lo portò a condurre una "vita bohémien", nel pittoresco e malfamato quartiere parigino di Montmartre, e da questo povero universo di ballerine e prostitute trasse le sue ispirazioni artistiche. Morì all'età di trentasette anni, nel 1901, per problemi di alcolismo.

La mostra

Il progetto espositivo conduceva il visitatore a comprendere il fascino e l'importanza artistica [VIDEO] del pittore che seppe costruire un nuovo e provocatorio realismo, sintesi estrema di forma, colore e movimento.

L'evoluzione stilistica venne delineata in tutte le sue fasi di maturazione, dalla pittura alla grafica, con particolare attenzione al legame con le stampe giapponesi e alla passione per la fotografia.

La mostra comprendeva 250 opere originali, di cui 35 dipinti e 22 manifesti, la più grande espressione di realismo dell'artista e primo vero concetto pubblicitario.

La prima sezione era dedicata alla famiglia, in particolare al padre, uomo interessato alla caccia e ai cavalli, e alla madre, che dedicò la sua vita alle pratiche religiose e al figlio.

La seconda sezione era dedicata alla sua immagine: qui era esposto un unico autoritratto. Numerosi, invece, erano i quadri, i disegni e le fotografie che lo rappresentavano, realizzati da amici e colleghi, che facevano emergere la parte divertente, dissacrante e irriverente di Lautrec.

La terza sezione era dedicata alla sua vocazione di artista e alle sue passioni, i cani e i cavalli.

La quarta sezione raccontava la vera nascita della sua vita artistica presso l'atelier Cormon.

Da qui la sua attività comincerà ad essere riconosciuta, e i numerosi viaggi tra Londra e Parigi saranno un punto importante per la sua maturazione professionale, soprattutto per quanto riguarda la fotografia. In questo stesso periodo Lautrec scopre l'Arte giapponese alla quale si ispirerà: quello che lo attrae non sono i paesaggi, ma i colori piatti e i tagli delle scene.

La quinta sezione era dedicata ai manifesti: Toulouse-Lautrec è, senza dubbio, il più moderno e anticonformista tra gli artisti della sua generazione. Spinto dal suo handicap, fu costretto a guardare la vita da un'altra angolazione [VIDEO], e riuscì ad uscire da tutti gli schemi. In questa sezione era fortissimo il riferimento alle opere giapponesi: i tagli obliqui delle figure, il contrasto dei colori, l'uso delle ombre e dei neri.

La sesta sezione era dedicata a Montmartre, il quartiere degli artisti di Parigi, un luogo fuori dal tempo e dallo spazio, un mondo a sé stante. Nonostante la cattiva fama per la presenza di cabaret e bordelli, è sempre rimasto un quartiere speciale, uno dei posti più affascinanti della città.

L'ultima parte era dedicata alla vita dell'artista nel quartiere parigino di Montmartre. Qui Lautrec visse con importanti artisti del momento come Grenier e Degas, e realizzò le sue opere più famose, dipingendo le prostitute con una maestria tale da non risultare mai volgare, e molti di questi quadri vennero utilizzati come manifesti.

Le principali opere

Le opere provenienti dai più famosi musei del mondo rappresentavano i seguenti soggetti famosi: Ambassadeurs; Aristide Bruant; Divan Japonais; la Clownesse Assise, Mademoiselle Cha-u-kao; May Milton; Monsieur Caudieux. Temi principali: il circo, i bordelli e le case chiuse.