Il 20 aprile 2018 è uscito 'Davide', terzo album solista ufficiale, ed ennesimo capitolo della sterminata discografia di gemitaiz, costituita anche da tantissimi mixtape e lavori realizzati assieme ad altri artisti.

Il disco, che è stato ben accolto dai fan e dalla maggior parte degli appassionati di rap italiano, sta portando Gemitaiz a rilasciare una grande quantità di interviste: tantissime infatti quelle concesse a partire da venerdì scorso, sia ai magazine musicali che alle più note testate giornalistiche di tiratura nazionale, durante le quali il rapper romano classe 1988 non si è fatto alcun problema a parlare di svariati colleghi.

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Eminem, Tupac e l'importanza del significato dei testi

L'autore di 'Canzone triste' ha voluto manifestare la sua profonda stima artistica nei confronti di due veri e propri mostri sacri del rap e della cultura hip hop, ovvero Tupac ed Eminem, ribadendo, come aveva già fatto più volte in passato, come l'ascolto – ma anche e soprattutto lo studio – dei testi dei due artisti americani sopracitati, sia stato fondamentale per la sua evoluzione stilistica. E' grazie a loro infatti se Davide De Luca – questo il vero nome di Gemitaiz – è riuscito ad imparare l'inglese già in tenera età, potendo in questo modo comprendere meglio il genere musicale che negli anni seguenti sarebbe diventato per lui un vero e proprio lavoro, queste le sue parole:

'Molti ascoltatori di rap non hanno idea di cosa stanno ascoltando.

Ma che ci devo fare ? Non posso certo obbligarli ad imparare l'inglese. E' una cosa che dovrebbero fare i loro genitori. Io ho avuto fortuna in questo senso. A casa mia ho ancora i fogli con i testi stampati di Eminem e Tupac. Li rappavo perché volevo imparare e capire quello che dicevano. Avevo solo 12 anni, chiedevo un po' di cose a mia mamma che l'inglese lo conosce, e a 15 anni lo avevo già imparato.'

Lil Yachty e le nuove generazioni

Gemitaiz ha parlato di Tupac anche in riferimento al giovane artista americano Lil Yachty, criticato duramente oltreoceano da una parte del pubblico, proprio per aver dichiarato di non conoscere in maniera approfondita la musica della leggenda americana nata a New York nel 1971.

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L'autre di 'Nonostante Tutto' ha preso le parti del giovane collega americano, queste le sue parole: 'Secondo me Lil Yachty ha detto quelle cose su Tupac perché ha solo diciannove anni, è un pischelletto tranquillo [...]. A me non dispiace neanche, anche se non è particolarmente bravo tecnicamente.'

Fibra e Noyz, due mostri sacri del rap italiano

Belle parole anche per fabri fibra, presente nel disco di Gemitaiz nel brano 'Pezzo Trap'. Una scelta non casuale quella di Gemitaiz – che non ha mai nascosto il suo amore artistico per il collega di Senigallia – dato che a detta sua, l'autore di 'Fenomeno' era il più indicato per collaborare con lui in un brano ironico e tagliente come quello sopracitato:

'Il riferimento alla trap che faccio è ironico, io ascolto trap, nel brano cerco di far capire che quello non è l'unico modo che esiste per fare rap [..] ho pensato di chiamare Fabri Fibra, perché lui è sicuramente il migliore quando c'è da fare dell'ironia nel rap'.

Tanti complimenti anche per il collega e concittadino noyz narcos, che ha pubblicato il suo ultimo album 'Enemy' appena una settimana prima che Gemitaiz uscisse con 'Davide'.

Il rapper ha voluto sottolineare l'importanza di quello che Noyz, e più in generale tutto il TruceKlan, ha realizzato negli anni passati, un lavoro – Noyz Narcos lo ha definito 'il lavoro sporco' – che si è poi rivelato fondamentale per la successiva diffusione del genere musicale che è attualmente il più ascoltato dai giovani, queste le parole di Gemitaiz:

'All'epoca (Gemitaiz si riferisce al TruceKlan nel periodo 2005/06, ndr) erano la cosa più rivoluzionaria che esisteva.

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Nel 2006 fecero 5000 persone al Leoncavallo di Milano. Nessuno di Roma aveva mai fatto quei numeri a Milano a quei tempi. Non c'era proprio modo di far venire così tanta gente ai concerti. Ma Noyz Narcos lo faceva, perché non riusciva a catturare l'attenzione solo del pubblico del rap, ma anche di raver, metallari ed altri. Non erano un gruppo, erano un movimento.'