Napoli mon amour è il romanzo di esordio di Alessio Forgione, un giovane partenopeo che da qualche anno vive e lavora a Londra.

Il libro è arrivato ufficialmente nelle librerie il 20 settembre, edito dalla casa editrice milanese NNE. Protagonista della storia è Amoresano un quasi trentenne che, purtroppo o per fortuna, non ha ancora trovato il suo posto nel mondo. A fare da sfondo una Napoli raccontata in tutte le sue sfumature che, nel bene e nel male, la rendono singolare.Gli ingredienti per appassionare il lettore, dunque, ci sono tutti: amore, amicizia, sesso, soldi, precarietà, affetti, disagi, sorprese.

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'Ce l'ho' o 'manca', il gioco di domande e risposte

  • Domande e risposte rapide per un profilo agile dello scrittore. Se la città delle radici è nel cuore, non servono altre immagini:
  • Un foto di Napoli sulla scrivania: manca
  • L’unicum: ce l'ho.
  • La voglia di tornare in Italia: a volte.
  • Il “pacco da giù”: nell’ultimo c’era una chitarra e dei Libri.
  • La posteggia ad una "femmina" (cit.): manca.
  • Una poesia nel portafoglio: c’era.
  • L’incipit del prossimo libro: ce l'ho

  • Una parola preferita: manca.
  • Un libro comprato e mai letto: manca.
  • Penna e taccuino: ce l'ho.
  • Il blocco dello scrittore: magari, a volte.
  • La superstizione: dentro al cuore.
  • Lo streaming funzionante: così così



Intervista

Il titolo del romanzo, Napoli mon amour, è una dichiarazione d’amore alla città partenopea e un omaggio al film Hiroshima mon amour di Alain Resnais. Amoresano, invece, è un omaggio a Dickens.

"Mi piace moltissimo Dickens ma in realtà è il nome del mio coinquilino, solo che non lo usa, perché tutti lo chiamano Mirror Man. Così gli ho chiesto se potevo usarlo e lui fu stranamente entusiasta".

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Quando hai iniziato a scrivere avevi già in mente il tuo target di pubblico?

"Quando ho cominciato a scrivere pensavo che non sarei riuscito a terminarlo, quando l’ho terminato ho pensato che nessuno l’avrebbe mai pubblicato e quando l’hanno pubblicato ho pensato che nessuno l’avrebbe mai comprato".

Amoresano ha il coraggio di perseverare nel suo sogno e al tempo stesso di mettersi in gioco, ricevendo come ricompensa la “benedizione” dello scrittore Raffaele La Capria. Quanto è di aiuto avere dei modelli, e quanto è stato importante per te, Alessio, incontrare La Capria?

"Per me è stato importante per diversi motivi: uno, forse il più importante, è che a vederlo lì, esistente, in carne ed ossa, mi ha fatto pensare che questa cosa dello scrivere fosse davvero possibile.

Prima non avevo mai visto uno scrittore. I modelli sono tutto. Per scrivere serve leggere, leggere, leggere, e poi provare a scrivere ma, soprattutto, leggere leggere leggere, credo io. E bisogna leggere bene, verso una sofisticatezza che non è altro che l’altra faccia della solitudine.

Amoresano è un personaggio insicuro, ironico, timido, nonché divoratore di libri e tifoso innamorato degli Azzurri. Per me appartiene alla stirpe degli ultimi romantici. Cosa gli invidi e cosa, invece, ti dà fastidio del suo carattere?

"Io non lo giudico.

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Lo conosco ma non voglio sapere chi è davvero".

Un affetto speciale lega Amoresano a sua nonna. Rapporto diverso quello che ha, invece, con i genitori. Secondo te cosa serve per instaurare un dialogo tra genitori e figli che perduri nel tempo?

"Serve il tempo. Io sono stato cresciuto nella prima infanzia dai miei genitori, sì, ma soprattutto dai miei nonni, perché i miei genitori lavoravano moltissimo, purtroppo, il mondo è questo e bisogna pur mangiare. La mia infanzia è stata radiosa, spettacolare, calda e un’infanzia così è un’incudine che ti trascini per il resto della vita, soprattutto per quella tentazione d’essere amato senza far nulla, senza meriti, senza fascini vari.I rapporti tra le persone sono sempre strani, tutti, non li capisco, per questo ne scrivo".

Anche l’amicizia con Russo è particolare: fatta di cose dette e non dette, ma gentile. Quanto è profondo questo legame?

"Passeranno secoli e guerre e soldi mancati e occasioni perse e cuori infranti e figli scostumati e fegati pieni, ma Amoresano amerà sempre Russo senza che Russo faccia niente per essere amato, perché sono fatti così e perché così è fatto l’amore".

L’amore tra Nina e Amoresano è liquido. In questo mondo, precario e instabile, è possibile mantenere rapporti solidi?

"Spero di sì ma credo di no".

Una cosa più bella e più brutta di Napoli e di Londra?

"Napoli è bella perché non fa nulla per essere bella, pur essendola, ma a volte è brutta perché si crede bella. Londra è bella perché va avanti, qualsiasi cosa accada, ed è brutta perché a volte bisogna fermarsi un attimo e disporre le cose secondo il loro valore".

Cosa ti manca maledettamente?

"Mi manca sentirmi a casa".

Avevi pensato ad un finale alternativo?

"La cosa che mi piace dello scrivere è che m’impedisce di pensare. Volevo iscrivermi in piscina, l’inverno scorso, ed in realtà vorrei pure ora, ma ancora mi manca il tempo. Volevo nuotare perché quando nuoto non penso, però anche quando scrivo non penso e, quindi, ho continuato a scrivere, che è anche più economico. Non penso mai, in generale. Faccio un sacco di sbagli".

L’ultima domanda è in realtà una curiosità personale: ma la giornata alla Gaiola è costata 37 euro?

"Ah, che nostalgia dell’euro ora che la vita è tutta un pound".