Scordatevi le solite – e anche un po’ inflazionate – tribute band: The Musical Box, in concerto al Teatro degli Arcimboldi di Milano mercoledì 31 ottobre, sono un’altra cosa. Dei professionisti scrupolosi, perfino pignoli, che hanno studiato ogni dettaglio degli spettacoli dei Genesis dell’era progressive – musica, luci, abbigliamento, movimenti sul palco – e sono in grado di replicarli in modo sbalorditivo.

Vederli sul palco fa quasi impressione, tanto che hanno ricevuto i complimenti perfino dagli originali. Phil Collins e Steve Hackett sono arrivati a suonare insieme a loro in alcune occasioni, mentre Peter Gabriel tempo fa è andato a un loro concerto con la figlia, per farle capire come erano i suoi spettacoli quando era giovane.

Oltretutto, The Musical Box possono oggi contare sull’aiuto della tecnologia, che all’epoca dei Genesis di Gabriel aiutava poco a evitare, ad esempio, i problemi con le diapositive proiettate sul palco.

Uno spettacolo dedicato ai nostalgici dell’era progressive dei Genesis – quella artisticamente migliore, prima della svolta pop-rock con la formazione a tre – e a chi ha magari scoperto la band di quegli anni troppo tardi per potersela gustare dal vivo.

The Musical Box hanno avuto l’intuizione di rispondere a questa domanda e di farlo nel modo migliore, con un approccio scientifico all’originale, riprodotto in modo fedele in tutto e per tutto.

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La magia di un’epoca

Dopo Roma e Firenze la band canadese arriva – anzi, torna – a Milano per un concerto che va a pescare nei capolavori dei Genesis: dall’intrigante ma ancora acerbo “Trespass” a quel “Nursery Crime” apprezzato prima in Italia che in Inghilterra; da “Foxtrot” con la suite capolavoro “Supper’s Ready” al gioiello “Selling England by the Pound”; dal concettuale album d’addio di Peter Gabriel “The Lamb lies down on Braodway” al sorprendente “A trick of the tail”, che chiuse la bocca a chi li dava per morti senza Gabriel, fino ad arrivare al suggestivo e quasi autunnale “Wind & Wuthering”, che di fatto chiuse un’epoca con l’addio anche di Steve Hackett.

Una cavalcata nel periodo 1970-1977, negli anni in cui il rock si tramutava spesso in arte, come fu nel caso di quei Genesis e delle loro atmosfere a tinte pastello, con richiami classicheggianti, storie di elfi, lunghe digressioni strumentali, spettacoli in bilico tra musica e teatro.

Poi tutto cambiò e per certi versi fu anche quasi inevitabile, con l’avvento dei più “leggeri” anni ’80. Ma la magia che sprigionano quei dischi è rimasta intatta, come la voglia di tanti appassionati di riviverla.

Da qui nasce l’intuizione di The Musical Box, capaci di riproporre alla perfezione una musica ormai entrata nella storia.

I know what I like”: questo è il titolo di una delle più note canzoni dei Genesis degli anni ’70. E se anche voi sapete cosa vi piace – quella musica, quei suoni – un concerto di The Musical Box è proprio quello che magari cercate da tempo.

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