Lui è #Mike Rutherford ed è sempre stato il bassista dei #Genesis, uno dei gruppi più leggendari della storia del rock, ma lunedì 11 settembre suonerà all’Alcatraz di Milano (unica data italiana) con la sua band: #Mike + The Mechanics. Rutherford fondò il gruppo nel 1985, quando aveva già pubblicato due album solisti molto diversi tra loro: Smallcreep’s Day, un piccolo grande capolavoro intriso delle atmosfere romantiche e progressive dei Genesis d’annata, e lo sconcertante Acting very strange, un album con tentativi – poco riusciti - di rendere il suono più commerciale e adatto agli anni ’80. Unica nota positiva: l'ex Police Stewart Copeland alla batteria, che cercò di salvare il salvabile.

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Pop rock di classe per un nuovo pubblico

I tentativi di creare raffinate canzoni pop rock, in grado di conquistare un pubblico diverso da quello del progressive rock concettuale dei primi Genesis, andarono invece a buon fine con Mike + The Mechanics, che già con il primo album omonimo centrarono due singoli da classifica: Silent running e All I need is a miracle. Un successo ripetuto nel 1986 con The living years, che scalò le classifiche americane grazie anche all’indovinato singolo dedicato da Mike al padre scomparso.

Mike Rutherford durante un concerto dei Genesis
Mike Rutherford durante un concerto dei Genesis

Nonostante la delusione dei vecchi fan rimasti legati al progressive rock - che avevano apprezzato Smallcreep’s Day - la svolta pop di Rutherford portò il bassista a un grande successo grazie a un nuovo pubblico, ammaliato dai suoni levigati dei Mechanics e da qualche brano orecchiabile d’impatto immediato.

Let me fly, il nuovo album

Negli album successivi la band iniziò però a produrre dischi troppo scontati e a mostrare la corda a livello compositivo, senza più centrare gli obiettivi commerciali.

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Alcuni cambi di formazione dovuti anche a cause di forza maggiore – la morte del cantante Paul Young – complicarono i progetti.

Ora ci riprovano con il nuovo album Let me fly, che nulla toglie o aggiunge alla storia di Mike e i suoi Meccanici. Il disco punta sul singolo Don’t know what came over me, la storia di un uomo felicemente sposato che cede alla tentazione dell’avventura di una notte, con tutti i rimorsi del caso. Un testo che Rutherford ha tenuto a precisare non essere autobiografico.

Avvertenza per il concerto: se amate il progressive rock dei Genesis di Foxtrot e Selling England by the Pound rischiate una delusione. Se invece volete trascorrere una serata spensierata, all’insegna di un pop rock più leggero e immediato, ma di classe, con qualche hit da cantare, allora Mike + Mechanics possono fare al caso vostro.

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