Ottime notizie per tutti i fan di Jimi Hendrix: la sorellastra del chitarrista americano, Janie, intervistata da Simona Orlando, giornalista de Il Messaggero, fa sapere che sta lavorando a due iniziative molto interessanti sulla figura dello storico musicista di Seattle.

Janie Hendrix al momento è l'unica referente della fondazione dedicata a Jimi Hendrix: il primo progetto in ballo ha a che fare con una mostra interattiva e itinerante, come quella fatta in onore dei Pink Floyd.

Film documentario

L'altro progetto invece sempre più concreto e riguarda la pubblicazione di un film documentario con immagini inedite, tratte dal suo ultimo concerto alle Hawaii, a Maui, del 1970, uno show tenuto nei pressi del vulcano dell'isola, il 30 luglio del 1970.

Janie ha detto di essere stata di recente alle Hawaii per lavorare al documentario e raccogliere le testimonianze di quanti hanno ancora il ricordo di quel concerto, un mese e mezzo prima della sua scomparsa, avvenuta il 18 settembre del 1970 nella città di Londra.

Non sarebbe una novità una mostra su Jimi Hendrix: di recente infatti a Milano c'è stata la mostra Hey Jimi – The Italian Experience 1968, proprio in occasione dei 50 anni dal piccolo tour italiano del chitarrista tenuto nel maggio 1968: in quell'occasione suonò in tre concerti a Milano, Roma e Bologna.

E sempre quest'anno sono anche 50 anni dal suo ultimo disco, Electric Ladyland.

Le falsità sulla morte di Jimi

Riguardo al decesso del fratellastro, Janie si dichiara molto arrabbiato con quanti scrivono ancora che il chitarrista sia morte di overdose, come avvenne per la cantante Janis Joplin.

Tutte falsità, in quanto la morte di Jimi avvenne per soffocamento da vomito, dopo aver mischiato cibo, pillole e alcool.

Sottolinea inoltre come dall'autopsia sia emerso che i barbiturici assunti da soli non servano a spiegare il decesso, e oltretutto non ci sono tracce di eroina né fori sulla pelle tali da poter parlare di assunzione recente di droghe.

Insomma, pur non negando che il fratello sia ricorso durante la sua vita a droghe, nega che però queste ultime siano state la causa della sua morte, su cui albeggia sempre un lieve mistero, a volte troppo spesso sottovalutato a causa dello stile di vita di Hendrix.

Quasi a dire che, prima o poi, qualcosa di grave sarebbe accaduta.

Sul più grande chitarrista della storia continuano a rimanere dubbi e perplessità: dalle teorie più complottiste a quelle più scettiche la verità ancora sembra lontano dall'essere raggiunta. Più volte infatti l'ipotesi del suicidio simulato non è mai stata accantonata.

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