Fra i problemi che si possono incontrare nell’invecchiamento è da annoverare anche il morbo di Alzheimer. Tuttavia, va detto, questa malattia individuata nel lontano 1907 dal neurologo che gli impose il nome – per l’appunto, il dottor Alzheimer – non è strettamente legata all’aspetto anagrafico. Comunque, lo scrittore Abraham Ben Yehoshua assegna al protagonista settantenne del suo bel libro Il tunnel (Einaudi, pag.

200) pubblicato nei primi giorni del mese, precisamente il 4 dicembre 2018, la comparsa di questa temibile patologia, un vero e proprio flagello per chi la contrae e per chi gli è vicino.

Il protagonista

Si chiama Zvi Luria ed è, per dirla con una frase fatta, una persona tutta di un pezzo. E con quella caratura caratteriale la cosa più semplice, in ambito professionale, pare a tutti associarlo con un lavoro di precisione; là dove occorra tempra decisionistica e pragmatismo da spendere.

Infatti, il protagonista del notevole romanzo di Yehoshua svolge l’attività di ingegnere. Anzi, di capo ingegnere ai lavori pubblici. Quando la stagione della vita lo conduce nei pressi dell’inattività, legata ovviamente all’aspetto anagrafico, al personaggio che era un punto di riferimento per tutti, una quercia verso cui guardare con ammirazione e all’ombra della sua frondosa capacità, è diagnosticata una patologia fatale.

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Nelle sue aree cerebrali, la memoria e diverse altre funzioni cognitive sono in sofferenza, vi è perdita di cellule nervose. Nell’era della pensione, si è approssimata una prova durissima da superare: è il tempo del morbo di Alzheimer.

Trama del libro

La moglie di Zvi Luria è Dina, di professione pediatra. Sarebbe chiaro anche a chi non abbia grande frequentazione con le discipline mediche che il sentiero imboccato dall’ingegnere conduca verso il buio, quel buio che cala quando si spegne la ragione.

Tanto più a lei, medico, quei segni che il marito compie – sbagliare i nomi, piccole distrazioni, visitare uno sconosciuto in ospedale credendolo un amico di vecchia data, segnalare come nipote un bimbo mai frequentato prima, etc. – non possono non indicarle ciò che sta avvenendo: il suo amato compagno è destinato al declino mentale. L’unica cosa che possa fare per dargli occasione di puntare i piedi contro il male, è quella di occuparlo in un’attività che possa preservargli quanto più a lungo possibile quelle capacità che ha esercitato per tutta la vita.

Pertanto, prega Assael Maimoni – che ha ereditato proprio il posto che fu di Zvi – di farsi aiutare dal marito: chi per tanti anni ha diretto i lavori pubblici ha sempre un consiglio giusto da elargire. Tuttavia e quindi, la storia assume una piega diversa quando il nuovo ingegnere trascina in un compito inatteso l’ex direttore in pensione: sta lavorando a un progetto particolare, un tunnel segreto.

A questo punto, il libro si fa spazio nel conflitto israelo-palestinese.

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