Si festeggiano oggi i 40 anni dall'uscita di Unnkown Pleasures, album che ha consacrato la fama della band Joy Division: il disco ha infatti visto la luce il 15 giugno del 1979, sotto l'etichetta Factory Records.

Questo LP di esordio della band britannica è stato inserito dalla rivista Rolling Stones al ventesimo posto nella lista dei "100 migliori album di debutto di tutti i tempi". La voce intensa e disperata di Ian Curtis, il talentuoso cantante e paroliere morto suicida a soli ventitré anni, insieme alle sonorità dark e misteriose hanno consegnato questo capolavoro del post punk alla storia della musica, facendone oggi un simbolo della controcultura europea.

Il disco sembra infatti aver superato la prova del tempo e affronta bene il suo quarantesimo compleanno, potendo ancora vantare un successo mondiale e un'accoglienza critica universalmente favorevole.

La storia di un capolavoro

Composto da dieci brani, l'album di esordio della band formata da Ian Curtis, Bernard Sumner, Peter Hook e Tsepehn Morris, formazione rimasta invariata dalle origini fino allo scioglimento della band, è considerato una pietra miliare del post punk e una delle opere fondanti della scena dark.

Con testi enigmatici e malinconici, l'album sembra essere un omaggio alla tradizione esistenzialista: tra le hit più celebri troviamo Disorder, un poetico viaggio introspettivo che continua ancora oggi a commuovere così come a far ballare, e She's lost control, brano che Curtis dedicò a un'amica recentemente scomparsa in seguito a un attacco di epilessia (male dal quale egli stessa era affetto).

Il produttore Martin Hannett curò minuziosamente le sonorità dell'album, con un'approfondita e avanguardistica ricerca sugli effetti sonori: il suono di una bottiglia frantumata, il rumore di patatine masticate e il rumore di un ascensore sono alcuni dei campionamenti che fanno capolino nei brani. Una post produzione intensa che ha valorizzato il lato progressive dell'album.

Anche la celebre copertina del disco vanta una genesi particolare: realizzata da Peter Saville, grafico della Factory Records, l'immagine rappresenta una serie di pulsazioni elettromagnetiche pronte dalla pulsare CP 1919.

La giovane band non era inizialmente consapevole del successo che quell'esordio avrebbe ottenuto: "È la straordinaria e sconvolgente opera di di una band che non aveva idea di quanto grande realmente fosse, con un cantante che non è vissuto abbastanza a lungo per vedere quanto sarebbe diventata importante", sono queste le parole di John Robb, musicista e giornalista inglese, che conferiscono ad Unnkown Pleasures l'aura di "capolavoro accidentale" destinato a emozionare anche le generazioni a venire.