Tre agenti delle forze dell'ordine sono rimasti feriti nei disordini avvenuti ieri 9 marzo in nel sobborgo di Nea Smyrnī, ad Atene: uno di loro sarebbe rimasto ferito alla testa in modo grave, ma non si troverebbe in pericolo di vita. Dieci in tutto, invece, gli arresti tra i partecipanti alla protesta.
I fatti sono avvenuti a margine di una manifestazione di circa 5.000 persone contro gli abusi della polizia. La rabbia dei manifestanti era esplosa in seguito alla diffusione di un video che ritraeva un poliziotto intento a percuotere con il manganello un giovane di 29 anni, nel corso di un pattugliamento per verificare il rispetto delle misure anti-contagio: nel filmato si può sentire il giovane gridare aiuto, circondato dalle reazioni sconvolte delle persone presenti (tra cui diversi bambini).
In un'intervista rilasciata dopo la violenza che l'ha visto protagonista, il giovane ha dichiarato che la polizia avrebbe voluto imporre multe di 300 euro alle famiglie sedute in piazza e che egli sarebbe stato preso a calci per aver cercato di parlare con gli agenti: in seguito a queste dichiarazioni è stata aperta un'indagine per fare luce sull'episodio. I media nazionali e gli avvocati hanno effettivamente già denunciato un incremento delle aggressioni da parte della polizia negli ultimi mesi, specialmente durante manifestazioni studentesche o di gruppi di sinistra.
Scontri ad Atene: lo scenario della protesta
Secondo i media locali, la situazione della protesta è degenerata quando alcuni dei partecipanti hanno aggredito una stazione di polizia lanciando molotov e pietre, alle quali gli agenti hanno risposto con gas lacrimogeni.
La televisione greca ha poi mostrato le immagini di un gruppo di manifestanti che si staccano dal resto del corteo e aggrediscono un agente, disarcionandolo dalla sua moto e picchiandolo. La protesta ha dunque preso una piega violenta nonostante l'intervento preventivo della polizia, che rende noto di avere arrestato i manifestanti trovati in possesso di molotov e di sbarre di ferro prima dell'inizio degli scontri.
Tempestiva è arrivata la condanna del primo ministro Kyriakos Mitsotakis: "La rabbia cieca non porta a niente", ha dichiarato il capo di governo, chiedendo ai cittadini "che le tristi immagini di violenza che abbiamo visto questa sera ad Atene siano le ultime".
Syriza, il principale partito d'opposizione, ha invece condannato "coloro che, con la forza, hanno scelto di offuscare una manifestazione pacifica di migliaia di abitanti".