Mentre la situazione meteorologica italiana mostra il classico paesaggio estivo su tutta la penisola, ecco in arrivo una pubblicazione che, in un modo o nell’altro, ha abbastanza in comune con essa. Il suo titolo è “Un mondo di ghiaccio” (Newton Compton Editori, pag. 384) ed è atteso per il 25 luglio 2019. L’autore è A.G. Riddle, cittadino americano e, da quando ha iniziato la carriera letteraria, soprattutto romanziere capace. È entrato nel mondo della letteratura attraverso un sentiero tipico di questo inizio di nuovo millennio: attraverso la rete.

Delle sue gesta di raccontatore di storie si conosce la fortuna seguita alla pubblicazione di una trilogia del quale è memorabile il primo episodio, “Atlantis Genesi”; basato su una domanda che l’autore si è posto: “Com'è che, circa 70 mila anni fa, siamo diventati tanto sapiens?”.

Trama del romanzo

Surriscaldamento globale; Terra che si raffredda; nuova era glaciale; tensioni fra le nazioni per assicurarsi – è il caso di dirlo! – un posto al sole; etc. Tutti questi temi costituiscono lo strumentario che Riddle mette in campo per organizzare la sua ultima narrazione che tratta, in definitiva e purtroppo per l’uomo, di guerre e conflitti: quando l’individuo si sente in trappola fa di tutto per assicurarsi un luogo più vivibile.

Nel caso in questione, fra le pagine di “Un mondo di ghiaccio”, prima che si arrivi allo scontro si cerca di capire le motivazioni del problema climatico e, quindi, le conseguenti soluzioni adatte a sanare l’evento. Il fatto è che il ghiaccio sta occupando il suolo terrestre e gli studiosi della Nasa non sanno con chiarezza dove guardare. Sulle teste degli abitanti della Terra una sonda spaziale capta un oggetto non identificato: forse è la risposta alla domanda che il dottor James Sinclair – e tutti gli scienziati in causa – si pongono in riguardo alla straordinaria glaciazione che sta mettendo in ginocchio il mondo.

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Il tema della glaciazione

Non è un mistero per nessuno, né tantomeno una novità che la parola ‘glaciazione’ sia abbastanza – e con un certo retrogusto di latente preoccupazione, verrebbe da segnalare – frequentata dagli uomini di scienza. E, va da sé, da scrittori come Riddle che ne hanno fatto un paesaggio adatto alle loro speculazioni narrative. Comunque, gli scienziati sono abbastanza divisi sul tema inerente le ere glaciali e loro cause. Per quanto concerne il passato, c’è molta più conoscenza; è ovvio.

Una delle tesi più accreditata parla di cause come scarsa attività solare e maggiori sommovimenti vulcanici; esse avrebbero condotto il pianeta a esperire la cosiddetta Piccola Era Glaciale. A dispetto di quell’aggettivo, ‘piccola’, solo apparentemente docile, fenomeni del genere hanno purtroppo influssi deleteri per il pianeta. È stato l’astronomo Edward Maunder che ha dato nome a questi picchi climatici. Prevedere un prossimo Minimum Maunder non è, tuttavia, molto agevole. La variabili intervenienti intorno all’attività solare sono molteplici.

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