Quando si parla di danza classica non si può non citare l'iconico Lago dei cigni, il balletto ideato dalle geniali menti di Marious Petipa e Lev Ivanov che debuttò nella versione definitiva nel 1895 al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo.

Il Lago è un classico senza tempo che, proprio per questo, ha subito le più svariate revisioni e reinterpretazioni, come quella che andrà in scena il 2 e il 3 novembre al Teatro Olimpico di Roma, con l'originale coreografia di Fredy Franzutti e l'interpretazione dei ballerini del Balletto del Sud.

Il balletto

La trama dello storico Lago, conosciuta anche da chi di danza se ne occupa molto poco, si basa sull'eterno binomio tra bene e male, tra l'innocente e bellissimo cigno bianco Odette e il sensuale e perfido cigno nero Odile. Entrambe le fanciulle/cigno ruotano intorno alla figura di Siegfried, un giovane principe appena maggiorenne che, per volere della madre, deve assolvere agli obblighi del regno cercando una fanciulla da sposare.

Proprio dopo la festa organizzata in suo onore Siegfried conosce Odette, una donna/cigno che gli racconta di come lei e le sue amiche siano stata trasformate dal malefico mago Rothbart. Siegfried si innamora di Odette ed è deciso a salvarla dall'incantesimo ma, durante la festa di presentazione delle papabili ragazze da sposare, arrivano a corte un ospite misterioso (Rothbart) e sua figlia Odile, che il principe scambia per Odette, data l'enorme somiglianza, e alla quale dichiara il suo amore.

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A questo punto il mago può mostrare a Siegfried il volto disperato del vero cigno bianco, che è ormai volato via senza più speranza, ma che viene rincorso disperatamente dal giovane per spiegare la trappola in cui è caduto. Odette gli crede e insieme riescono a sconfiggere Rothbart e l'incantesimo che teneva i cigni in trappola.

La versione di Franzutti

La versione presentata da Franzutti non modifica tanto la trama quanto l'ambientazione, proposta nella Baviera “fin de siècle” di Ludovico II.

Le scenografie riprendono proprio gli interni del famoso castello di Neuschwanstein, dimora privata di Ludovico, che in italiano significa letteralmente "Il Castello della Nuova Pietra del Cigno".

"Il Lago dei Cigni del Balletto del Sud ha il merito di rendere più esplicite, e senza forzature, alcune prospettive già presenti nella concezione musicale – e vita personale – di Tchaikovsky nelle quali anche l’uomo di oggi, può ritrovare suggerimenti o spunti per una riflessione attuale che risolva la sua eterna crisi d’identità", scrive Miki Olivieri sul portale di danza Dance Hall News.

Il coreografo

Originario di Lecce, Fredy Franzutti si forma in Italia e in Europa, iniziando la sua attività di coreografo nel 1995 con il "Balletto del Sud", da lui fondato e diretto e per il quale ha ricreato numerosissimi balletti classici, tra cui "Lo schiacchianoci", "La bella addormentata", "Romeo e Giulietta" e "Sherazade". Definito da Vittoria Ottolenghi, iconica studiosa e critica di danza, "uno dei coreografi più apprezzati nel panorama nazionale", crea coreografie per numerosi teatri nazionali e internazionali, tra i più celebri ricordiamo il Bolscioj di Mosca, il Teatro dell'Opera di Roma, il Teatro dell'Opera di Sofia.

Ha inoltre collaborato con Carla Fracci, Beppe Menegatti, Lindsay Kemp, Luciana Savignano, Vladimir Vassiliev, Maria Grazia Galante e molti altri. Franzutti, oltre ad essere un eccellente coreografo, è anche autore e regista e ha curato scene e costumi per opere liriche come "La Fanciulla del West" di Puccini a Lecce.

"Il Lago dei cigni" di Fredy Franzutti andrà in scena sabato 2 novembre alle ore 21, mentre domenica 3 novembre ci sarà un doppio appuntamento, uno alle ore 15 e l'altro alle 19.

I biglietti sono acquistabili sul sito del Teatro Olimpico.

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