Presentato a maggio a Cannes, esce nei Cinema oggi 31 ottobre in Italia L’età giovane, nuovo film di Jean-Pierre e Luc Dardenne, cineasti belgi che si sono distinti negli ultimi vent’anni.

Vincitori del premio per la miglior regia al Festival di Cannes 2019, con L'età giovane i fratelli Dardenne a primavera sono tornati a ottenere un riconoscimento alla competizione, dopo aver ottenuto per due volte la Palma d'oro con Rosetta (1999) e L'Enfant – Una storia d'amore (2005), e altri premi, i fratelli sono riusciti, oltre a divenire i realizzatori più vincenti della storia del Festival, a esportare il mercato cinematografico belga.

I due registi hanno quindi dimostrato il loro talento nel raccontare, attraverso l'immagine, una storia assolutamente attuale come quella dell'adolescente Ahmed.

I fratelli Dardenne

Jean-Pierre e Luc Dardenne, nati nei pressi di Liegi, in Belgio, rispettivamente nel 1951 e nel 1954, si sono dedicati al cinema fin dopo gli studi universitari. I primi esperimenti si rifanno al cinema militante, i due infatti si occupano delle lotte e proteste della classe operaia, proprie della zona industriale della Vallonia in cui sono nati.

L'attenzione a questi temi si ritrova nella carriera dei due fratelli, caratterizzata dalla vocazione verso un cinema "impegnato".

I Dardenne dunque non sono nuovi a portare sullo schermo drammi della società contemporanea. Per esempio il primo film di finzione dei due fratelli belgi, La Promesse (1996), denuncia la prassi dello sfruttamento di clandestini nel mondo del lavoro. Questa volta però i Dardenne riesumano un tema che merita di essere affrontato con molta attenzione, e lo fanno grazie al bravissimo Idir Ben Addi, tredicenne belga, nei panni di Ahmed.

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Cinema

Il giovane Ahmed

L'età giovane (titolo originale Le jeune Ahmed) segue la storia di Ahmed, un adolescente belga, e i suoi problemi derivati dall'indottrinamento al fondamentalismo islamico, avvenuto per colpa (ovviamente) di un adulto: l'imam senza scrupoli della moschea che frequenta il ragazzo. Il tema è molto caldo, anche se negli ultimi anni il problema del terrorismo in Europa si è un po' fatto da parte, complici anche i minori episodi di attentati nel Vecchio Continente.

Eppure se si pensa a un momento ideale per vedere il film, è proprio questo periodo storico, in quanto l'odio e l'intolleranza emergono ogni giorno da ogni mezzo di comunicazione.

Il film deve perciò essere visto anche come un monito nei confronti di chi, per vari motivi, ha la capacità di influenzare bambini e adolescenti. La storia di Ahmed insegna infatti che i più giovani, se mal istruiti, possono diventare i peggiori nemici del bene e del giusto in questa società.

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