Per gli amanti dell’Arte è in corso a Roma fino al 13 settembre, presso le sale espositive di Palazzo Caffarelli, in Campidoglio, una mostra da non perdere curata da Maria Cristina Bandera dal titolo “Il tempo di Caravaggio. Capolavori della collezione di Roberto Longhi”.

Si tratta di un'esposizione di alto livello, ideata in occasione del cinquantesimo della scomparsa dello studioso d’Arte, Roberto Longhi, che per primo, dopo un oblìo durato secoli, all’inizio del ‘900 seppe rivalutare e portare a conoscenza dei più l’eccezionale talento di Caravaggio.

Caravaggio e il suo tempo

Una mostra da non perdere per chi vuole comprendere Caravaggio e il suo tempo.

Anzitutto a dare lustro all’evento espositivo vi è uno dei capolavori più famosi di Michelangelo Merisi detto Caravaggio, “Ragazzo morso da un ramarro”, opera eseguita dall’artista durante il suo primo soggiorno romano attorno al 1596. Poi c'è un cospicuo ed eccellente allestimento di oltre 40 opere di pittori della “cerchia” caravaggesca e dell’ambiente artistico dei suoi anni, da Carlo Saraceni ad Angelo Caroselli, la “Maria Maddalena penitente” di Domenico Fetti e la “Negazione di Pietro”, capolavoro di Valentin de Boulogne, recentemente esposto al Metropolitan Museum of Art di New York e al Louvre di Parigi, la cui ambientazione è un riferimento evidente alla famosissima “Vocazione di Sa Matteo” di Caravaggio.

La mostra si apre con quattro tavolette di Lorenzo Lotto e due dipinti, rispettivamente di Battista del Moro e Bartolomeo Passarotti, con l’intento di introdurre il visitatore al clima artistico del manierismo lombardo e veneto in cui nacque Caravaggio.

Il fulcro della mostra, il capolavoro di Caravaggio

La tela “Ragazzo morso da un ramarro” costituisce sicuramente il fulcro di questa mostra. Il quadro acquistato da Roberto Longhi verso la fine degli anni venti, presenta tutti i tratti rivoluzionari e salienti del genio di Caravaggio.

L’opera si pensa nacque nel periodo immediatamente successivo all’allontanamento dell’artista dalla bottega del cavalier D’Arpino, presso cui dipinse giovanissimo i suoi primi capolavori come le Nature Morte e col quale non ebbe mai un buon rapporto.

Ma proprio in questa bottega probabilmente Caravaggio ebbe modo di studiare il “Trattato di Pittura” di Leonardo da Vinci nel quale venivano descritti minuziosamente innumerevoli studi di fisiognomica, particolarmente delle espressioni facciali e il loro significato.

La smorfia di dolore del giovane volto rappresentato ha un realismo raro sino al quel momento mai rappresentato in tutta la sua semplice e cruda realtà. Tutta la scena racchiude inoltre elementi innovativi a partire dal gioco di luci ed ombre. L’illuminazione proviene dalla spalle del ragazzo e si va posare di riflesso su ogni oggetto, e questa è già una rivoluzione perché i pittori antecedenti rappresentavano i protagonisti essi stessi come fonte di luce, come fossero circondati da una sorta di alone proprio.

Vi è poi l’eccezionale bellezza di tutta la scena che non è seconda alla figura del ragazzo dolorante; dalle trasparenze della brocca in cui s’intravede la sagoma di una finestra, fino all’acqua con tutto il suo carico simbolico di purificazione, mutabilità e scorrevolezza come il tempo.

Il Tempo appunto e il suo rapido scorrere sono rappresentati anche dalle due rose: una turgida, poco più che un bocciolo, tra i capelli del giovane e l’altra nella brocca, già sfiorita, quasi appassita raccontano all’osservatore quanto caduchi siano la gioventù, la bellezza come pure tutti i piaceri della vita se basta così poco, come un imprevedibile quanto banale morso di un ramarro per trasformare il positivo in negativo.

Il messaggio di Caravaggio è dunque molto chiaro: mai legarsi troppo ai beni terreni perché non sono fonte di felicità autentica e duratura.

Un evento da non perdere

La mostra offre un catalogo realizzato da Marsilio Editore che presenta le opere di Caravaggio e dei suoi seguaci presenti nella Collezione Longhi, corredate da una scheda e breve biografia degli artisti. L’ ingresso prevede prenotazione obbligatoria con pre-acquisto del biglietto sul sito dei Musei in Comune Roma, con prenotazione obbligatoria e gratuita allo 060608.

L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 13 settembre ed è promossa da Roma Capitale, assessorato alla crescita culturale-sovrintendenza capitolina ai Beni Culturali e dalla Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi.

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