Si sono svolti oggi, giovedì 5 novembre, presso la Chiesa degli artisti di piazza del Popolo, i funerali del noto attore romano Gigi Proietti deceduto lunedì a seguito di gravi problemi cardiaci che l'avevano colpito già 15 giorni prima. A causa delle regole anti pandemia, solo in pochi hanno potuto assistere alla cerimonia che è stata però trasmessa in diretta su Rai 1. Intorno alle 11:30 il corteo ha raggiunto prima il teatro Brancaccio per un ultimo saluto e successivamente il Globe Theatre, dove gli artisti gli hanno reso omaggio.

Un applauso tutto romano

Un applauso si è scatenato dai balconi romani ed è stato dedicato al grande attore.

Lo stesso applauso si era visto e sentito il giorno della sua morte il 2 novembre 2020, una giornata speciale proprio perché quel 2 novembre avrebbe compiuto 80 anni e chissà quanti spettacoli ci avrebbe ancora regalato. L'associazione 'Passione Romana' e prima ancora un residente di Montesacro, sono stati gli autori dell'iniziativa che presto è circolata su tutti i social, comprese alcune chat di Whatsapp.

La storia del mattatore Proietti

Non solo un attore, anche uno showman e un cantante. Figlio di un impiegato e di una casalinga, era nato nel 1940 da genitori umili. Ricordava di aver avuto solo un nonno che scriveva poesie ma di non aver mai pensato di possedere la vena artistica. Eppure quel talento l'aveva ereditato eccome: dopo essersi iscritto a legge, si era improvvisato cantante in un night e nel giro di poco tempo, era riuscito a crearsi un repertorio sconfinato che lo impegnava giorno e notte.

"Cominciavo alle 10 di sera e finivo alle 4 di mattina". Erano stati gli anni in cui aveva conosciuto Sagitta, giovane hostess che accompagnava i turisti in giro per la città e suo futuro amore, con il quale avrebbe condiviso fin dall'inizio tutta la sua ironia.

Negli anni '60, aveva già recitato nel Gruppo Sperimentale 101, in un grande e vecchio magazzino, in cui alla fine dello spettacolo si teneva un dibattito: quello che egli chiamava "dibbbbattito con molte b".

Il successo era subito iniziato con il 'Dio Kurt' di Alberto Moravia e con "Alleluja brava gente" accanto a Mariangela Melato e al posto di Domenico Modugno. "Mi resi conto che, forse, potevo campare di questo mestiere. Non solo, capii che si poteva coniugare il teatro ludico, divertente, con la qualità artistica: il cosiddetto teatro popolare".

Aveva partecipato a numerose interpretazioni in film e fiction recenti, da "Febbre da cavallo" al "Maresciallo Rocca", fino a "Edmund Kean". Nel tour all'Auditorium Parco della Musica, era riuscito in 15 serate, a raccogliere circa 60 mila spettatori.

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