Il libro "Ti proteggo io. Una storia d’amore è contro la mafia", scritto di Alessandro Lucà è una sentita riflessione sul sacrificio di tanti uomini e donne che, ogni giorno, combattono contro un nemico in apparenza invincibile: una realtà spietata che domina spesso la scacchiera sociale e che trasforma l’essere umano in una pedina sacrificabile, ovvero la mafia.

Si tratta di un'opera di narrativa contemporanea uscita nel luglio 2020, edita da Iod Edizioni e fa parte della collana #isogniesistono.

Un amore per la libertà

Nel romanzo non si racconta solo un’importante storia di amicizia e di amore per la libertà, ma si tiene anche a specificare la differenza tra la figura del pentito e quella del testimone di giustizia.

Quando si parla di mafia si tende spesso a "fare di tutta l’erba un fascio", ma in questo caso i due termini non potrebbero avere significato più diverso: mentre il pentito è un appartenente al clan mafioso che decide di tradire e di costituirsi per avere un certo vantaggio - che sia la possibilità di non finire in carcere o la protezione della legge da possibili ritorsioni per lui e la sua famiglia - il testimone di giustizia è invece un comune cittadino che decide di ribellarsi alla prepotenza mafiosa e di denunciare i soprusi subiti da lui o dalla sua comunità.

Eroi all'occorrenza

Quello che spesso non è chiaro è che tali persone, che sarebbe meglio chiamare eroi, rinunciano alla loro quotidianità per assicurare i criminali alla giustizia: spesso sono costretti a lasciare il loro lavoro, a cambiare nome, a non rivedere più i propri affetti.

E ciò succede nel migliore dei casi, quando lo Stato offre loro protezione; nei casi peggiori invece, il cittadino è lasciato solo, e spesso diviene una delle tante silenziose vittime della mafia.

Alessandro Lucà racconta la storia di un uomo che ha vissuto da vicino l’isolamento di un testimone di giustizia: il padre di Rossano ha infatti avuto il coraggio di denunciare i comportamenti criminosi nella sua comunità e per questo è stato ucciso.

Il giovane ha vissuto per anni sotto scorta, ma arriva il momento in cui non ci sono più i mezzi per potergliela garantire.

La solitudine e il rifiuto

L'uomo torna quindi nel paese e nella casa dove il padre era stato ucciso per riprendere in mano la sua vita, ma conosce solo la solitudine, perché nonostante l’atto eroico del padre per i paesani ignoranti, Rossano rimane un "rifiuto" della società, un pericolo da tenere lontano.

Mentre Rossano vorrebbe solo amare, e dimenticare. Il suo incontro con Stefano, uno scrittore in crisi, lo spingerà ad aprirsi e a conquistare quell’amore che ha sempre desiderato. Come questa storia insegna, il vero amore e l’amicizia sincera non potranno mai essere cancellati dalle crudeli azioni della mafia.

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