Esce negli Stati Uniti il 2 marzo un romanzo che non mancherà di appassionare i fan storici di Stephen King. Il titolo è semplicemente “Later” (Sperling & Kupfer, pag. 320).

Lo scrittore statunitense ha iniziato la sua straordinaria avventura letteraria senza grandi clamori. Tuttavia è diventato un beniamino dei lettori con titoli come “Carrie”, “L’ombra dello scorpione”, “Elevation” e "Shining". A testimoniare la sua capacità di evolversi, pur restando padrone di uno stile riconoscibilissimo, King presenta in questo nuovo lavoro un plot narrativo che sorprenderà per gli inattesi colpi di scena.

'Later', l’argomento

Il tema principale è quello del bene e del male. L’argomento non è preso in maniera asettica e osservato al microscopio. Bensì è calato in una stagione importante della vita, quel tempo legato a una linea d’ombra che appare solo una volta nell’esistenza dell’individuo. Insomma, alla fine si tratta comunque di un atto di affetto che King compie nei riguardi dell’infanzia. Qui, nel tempo della perdita dell’innocenza, emozione e tenerezza portano il lettore oltre l’aspetto meramente fisiologico dei cambiamenti. Per poi, quindi, giungere verso una riflessione matura: ovvero la capacità di scegliere. Tra il bene e il male.

La trama

Il romanziere nato a Portland non manca di immettere nella sua nuova storia un frammento del mondo che gli gravita intorno.

Infatti, Tia, uno dei personaggi importanti del romanzo, svolge la professione di agente letterario. Ed è la madre della figura principale, Jamie Conklin. Quest’ultimo a vederlo senza grandi accorgimenti, pare un bambino come tanti. Un ragazzino figlio di una madre single non fa gran rumore. Tuttavia c’è qualcosa che lo contraddistingue, la sua mente speciale.

E questo lo rende capace di un’attività fuori dall’ordinario: il suo talento lo porta a vedere ciò che nessun altro può vedere, e a conoscere ciò che nessun altro può conoscere. La madre che conosce il mondo e le sue curiosità, gli impone di nascondere la sua imprevista abilità. Certo è un dono, ma non si tratta di un talento spendibile nel mondo dell’arte piuttosto che dello sport o in qualsiasi altra disciplina.

Tia è convinta che la dote del figlio sia da tenere nascosta, pena la perdita della serenità del bambino. Il mondo non capirebbe.

Luce e tenebre

Più tardi Jamie si accorgerà che il dono che gli è capitato, tutto sommato, gli rende problematica la vita. Pensa che sarebbe stato meglio non averlo ricevuto. Lui non l’ha mai chiesto e se fosse possibile, lo abbandonerebbe da qualche parte. Giunge a queste conclusioni quando – in maniera del tutto ingenua – usa il suo talento conoscitivo. La prima volta lo fa per soccorrere un amichetto. In quel momento è ancora piccolo per discernere. Lo fa come semplice atto di amicizia verso chi giudica bisognoso di aiuto. La seconda riguarda proprio chi gli ha dato la vita, la madre. Questa volta è per amore. La madre deve risolvere un problema che, senza il suo apporto non avrebbe avuto una semplice soluzione.

Poi arriva la rivelazione ultima: il destino lo conduce verso un’azione più impegnativa. È il momento delle conoscenza e delle scelte. Il mondo delle favole fugge alle sue spalle: capisce che bene e male, luce e tenebre sono dipendenti fra loro.

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