Il 16 febbraio scorso è uscito in tutte le librerie l’ultimo libro di Gianluca Gotto, dal titolo "Succede sempre qualcosa di meraviglioso", pubblicato da Mondadori nella collana Novel.

A tal proposito Blasting News ha intervistato in esclusiva l'autore Gianluca Gotto.

Trama del libro

“Succede sempre qualcosa di meraviglioso" è il racconto di un viaggio che ha come protagonista Davide, un ragazzo che vede tutte le sue certezze crollare una dopo l’altra, fino a perdere il desiderio di vivere. E poi c'è Guilly, un personaggio fuori dal tempo che Davide, per caso o per destino, incontra in Vietnam e da cui apprende un modo alternativo e pieno di luce di prendere la vita.

Una storia di rinascita in cui perdersi per ritrovarsi, la destinazione finale di questo viaggio non è conquistare un certo tipo di vita, ma uno stato d’animo. Una sensazione di calore che è sempre dentro di noi, indipendentemente da quello che il destino ci ha riservato. Potremmo chiamarla in tanti modi: serenità, pace interiore, leggerezza o calma. Oppure, come direbbe Guilly, “la sensazione di essere a casa, sempre”.

Davide parte per il Vietnam, un paese che ha saputo rialzarsi dopo una guerra sanguinosa finita nel 1975. Qui trova un paese senza pregiudizi, dove le persone si aiutano a vicenda, un paese in cui ci sono persone che da millenni riescono a essere serene indipendentemente da quello che succede intorno a loro.

Una raccolta di antichi e preziosi insegnamenti che aiutano il protagonista a uscire dalle tenebre di una crisi esistenziale. Il libro prova insomma ad aiutare il lettore a ritrovare sé stesso, a vedere la vita da un punto diverso.

Intervista allo scrittore Gianluca Gotto

Chi è Gianluca Gotto?

“Non mi piacciono le etichette, credo che limitino fortemente la nostra natura più vera e profonda.

Credo invece che niente ci definisca meglio di ciò che ci rende felici. E allora posso dire di essere un amante della scrittura, del mondo, della vita. Da anni vivo viaggiando per il mondo. Mi mantengo con la scrittura, ho iniziato con gli articoli online, poi con il blog "Mangia Vivi Viaggia" che ho aperto con la mia compagna Claudia nel 2016.

Oggi scrivo soprattutto Libri”.

Che cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?

“Dopo aver trascorso i primi sei mesi della pandemia in Asia sono tornato in Europa e quello che ho visto mi ha spinto a scrivere questo libro. Rispetto all'Oriente ho visto molta più paura, molta più confusione e tanta rabbia e odio. Le persone si sono chiuse in sé stesse invece di trovare nell'altro un supporto. Non lo dico per giudicare negativamente un comportamento tutto sommato inevitabile. Questa sofferenza non nasce dalla pandemia in sé ma dall'incapacità di accettare l'imprevedibilità della vita. Noi occidentali cresciamo con il culto dell'attaccamento (verso le cose, le situazioni, le idee, le persone...) e quando ci viene tolto anche solo un piccolo punto fermo, andiamo in crisi.

Eppure, esiste un modo per non soffrire più di fronte all'incertezza intrinseca della vita. Io l'ho scoperto viaggiando in Asia. "Succede sempre qualcosa di meraviglioso" è il mio tentativo di condividere ciò che ho imparato e mi ha aiutato a vivere meglio.”

Nel libro ha un ruolo chiave il nonno di Davide, nella tua vita quanto sono stati importanti i Nonni e quali insegnamenti hai appreso da loro?

“Voglio bene ai miei nonni e sicuramente tutto il tempo passato insieme quando ero piccolo ha contribuito a formare il mio carattere. Da mio nonno ho imparato a trovare sempre un motivo per farsi una risata, anche nelle situazioni più tristi. Da mia nonna ho imparato cos'è l'amore incondizionato. Ho voluto inserire una figura come quella del nonno di Davide, e poi quella di Guilly, anche per un altro motivo: da chi ha più esperienza di noi si può imparare tanto.

Questa non è un'opinione, è un dato di fatto. Chi è più avanti di noi lungo il corso del fiume della vita può diventare un maestro, spesso in modo inconsapevole. Ce ne siamo tragicamente dimenticati in questo periodo in cui le morti non sono altro che numeri buoni per le statistiche”.

Nel libro si parla anche di maestri di vita, oltre alle persone che vedi tutti i giorni, quali sono stati i tuoi Maestri e cosa hai imparato da loro?

“I miei maestri sono stati troppi per elencarli tutti. E moltissimi di loro non sono consapevoli dell'importanza di ciò che mi hanno trasmesso. La mia partner Claudia mi ha donato tantissimo. È una persona molto concreta, dotata di quella saggezza pratica tipica dei grandi maestri.

Ho una nota sullo smartphone in cui riporto le sue considerazioni, quelle che ritengo più significative. Alcune di queste sono certamente diventate non-regole di Guilly. La natura è un'altra maestra straordinaria. Per questo motivo ho dedicato il libro "a ogni alba e a ogni tramonto a cui ho assistito nella mia vita". Senza l'utilizzo di parole, ogni fenomeno naturale è in grado di insegnarci qualcosa di importante. Infine, gli animali. Ho incontrati tanti maestri silenziosi, quasi tutti cani e gatti. E la lezione più importante che ci possono donare riguarda il vivere nel presente: un cane o un gatto non si dispera per quello che è successo la scorsa settimana, né ha paura di quello che potrebbe succedergli tra un mese.

Vive completamente immerso nel qui e ora, che poi è tutto ciò che abbiamo”.

Quali insegnamenti hai saputo trarre da questa pandemia globale?

“Uno su tutti: la vita è incredibilmente imprevedibile. Di fronte a questa realtà oggettiva, non dovremmo guardare altrove, alla ricerca di un'alternativa che non esiste. Dovremmo invece affrontarla e imparare a fare qualcosa di difficile: amare l'incertezza. Chi ci riesce, si rende conto che non c'è motivo di cui preoccuparsi: da un lato ci sono cose su cui abbiamo il controllo e dobbiamo solo impegnarci per controllarle meglio; dall'altro ci sono cose al di fuori del nostro controllo e non dovremmo sprecare energie a pensarci. Non dipendono da noi, possiamo solo accettarle.

Chi fa propria questa consapevolezza smette di essere una roccia e diventa il fiume, come scrivo proprio nel libro”.

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