Il Museo Egizio di Torino ospita per la prima volta il Pyramidion proveniente dal Musée du Louvre e il Libro dei Morti di Merit in prestito dalla Bibliothèque nationale de France. I due reperti arrivano a Torino sabato 14 febbraio 2026 per affiancare il corredo funerario di Kha e Merit, celebrando i 120 anni dalla scoperta della tomba intatta TT8, compiuta da Ernesto Schiaparelli il 15 febbraio 1906 nella necropoli di Deir el‑Medina. L’occasione è sottolineata da un’apertura serale straordinaria con il Silent Wi‑Fi Concert del pianista Andrea Vizzini, dedicato a Kha e Merit.
Domenica 15 febbraio è previsto un approfondimento sui reperti, con la partecipazione del direttore Christian Greco e dei curatori Susanne Töpfer ed Enrico Ferraris, oltre a ospiti internazionali provenienti dal Louvre e dalla BnF. Focus dell’incontro: i due Libri dei Morti di Kha e Merit, indagati con un protocollo condiviso sviluppato dal Museo Egizio e dal Cnr Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale.
Il contesto dell’allestimento: riallestimento della sala di Kha e Merit
Il nuovo allestimento della sala del corredo funerario di Kha e Merit è stato inaugurato il 4 dicembre 2025. Curato da Enrico Ferraris e Susanne Töpfer, in collaborazione con Johannes Auenmüller, Federica Facchetti, Alessandro Girardi e Cédric Gobeil, il progetto ha introdotto luci innovative, infografiche, magazzini a vista per tessuti e una teca anossica lunga 14 metri per il Libro dei Morti.
Nella sala sono esposti 460 reperti, tra sarcofagi, mobili, tessuti finissimi, profumi, unguenti in vetro e alabastro e il gioco da tavolo Senet, componendo il corredo completo di una coppia scribale vissuta circa 3.500 anni fa a Deir el‑Medina. L’intervento ha ricevuto contributi dalla Fondazione CRT, da grandi donatori privati, dall’associazione Gli Scarabei e da oltre cinquecento donatori che hanno aderito alla campagna “Oggetti quotidiani, storie straordinarie”.
Storia del corredo e contesto culturale
La tomba di Kha e Merit (TT8), scoperta nel 1906, è uno dei pochi esempi di corredo funerario intatto dell’Egitto del Nuovo Regno e rappresenta per il Museo Egizio la testimonianza più ricca e meglio conservata tra quelle non regali.
I reperti emersi dalla tomba furono trasferiti a Torino e oggi fanno parte della collezione del Museo, mentre il Libro dei Morti di Merit è custodito a Parigi e il Pyramidion al Louvre. Questo evento permette perciò di riunire elementi dispersi geograficamente, ricomponendo materialmente e narrativamente il complesso corredo.
Inoltre, studi recenti basati sul TT8 Project hanno combinato filologia, archeometria, diagnostica e conservazione preventiva, offrendo nuove chiavi di lettura che arricchiscono la visita. L’allestimento prevede un linguaggio espositivo che valorizza non solo gli oggetti, ma anche il processo di conoscenza che li rende interpretabili, attraverso strumenti tecnologici e narrativi pensati per il pubblico.
Con l’arrivo del Pyramidion e del Libro dei Morti di Merit, il Museo Egizio completa il percorso biografico e materiale di Kha e Merit, offrendo ai visitatori un’esperienza unica in cui collezionismo antiquario e ricerca scientifica dialogano per restituire un racconto esaustivo e partecipato.