L'attrice Cate Blanchett, intervenuta a un incontro pubblico al Festival di Cannes, ha espresso una forte critica riguardo al movimento Me Too, affermando che è stato "soffocato molto rapidamente". Blanchett ha evidenziato la disparità tra le persone con visibilità, che possono denunciare abusi in relativa sicurezza, e la "persona comune" che viene invece messa a tacere. "È emerso uno strato sistemico di abusi, non solo in questo settore, ma in tutti i settori, e se non si identifica un problema, non lo si può risolvere. Si cerca di insabbiarlo", ha dichiarato l'attrice durante il suo Rendez-vous con il pubblico.
Blanchett ha sottolineato l'importanza di mantenere viva la conversazione su questi temi, avvertendo che "se interrompi quella conversazione, non puoi andare avanti". Ha poi portato l'attenzione sulla persistente disuguaglianza di genere negli ambienti lavorativi, in particolare sui set cinematografici, dove il rapporto tra donne e uomini rimane fortemente sbilanciato: "Sui set cinematografici, continuano ad esserci 10 donne e 75 uomini ogni mattina. Io adoro gli uomini ma entrare in un ambiente di lavoro omogeneo diventa noioso per tutti, e penso che abbia un effetto sul lavoro."
L'impatto dei festival e la diversità nel cinema
L'attrice ha espresso gratitudine verso i direttori dei principali festival cinematografici – Thierry Fremaux di Cannes, Alberto Barbera della Mostra di Venezia e Cameron Bailey del Festival di Toronto – e tutti coloro che hanno sottoscritto l'impegno per aumentare la presenza femminile nel settore.
Questo impegno, ha spiegato Blanchett, sta avendo un impatto positivo sulla qualità e sulla varietà delle proposte artistiche: "Quando vedi sempre le stesse cose, quando le voci sono tutte uguali, diventa un po' monotono per il pubblico, e penso che cambiare questo abbia avuto un impatto su ciò che vediamo."
Il dibattito sulla parità di genere nel cinema, intensificatosi con l'emergere del movimento Me Too nel 2017, trova a Cannes una piattaforma cruciale. Nonostante il movimento abbia generato un profondo cambiamento nell'approccio industriale e sociale, le sfide evidenziate da Blanchett rimangono attuali. I principali festival internazionali, tra cui Cannes, Venezia e Toronto, hanno introdotto negli anni impegni concreti e linee guida per promuovere la diversità e la rappresentanza femminile.
Il Festival di Cannes, in particolare, ha adottato dal 2018 una "Carta per la parità" con l'obiettivo di raggiungere un equilibrio di genere nei comitati di selezione e nella programmazione. Questa iniziativa ha contribuito a un incremento delle opere presentate da registe e a una maggiore partecipazione femminile in diversi settori della produzione cinematografica. Anche la Mostra del Cinema di Venezia e il Toronto International Film Festival hanno seguito questa direzione, aumentando la percentuale di film diretti da donne e adottando pratiche di trasparenza nella selezione.
Le osservazioni di Blanchett si inseriscono in un processo di trasformazione ancora in atto, caratterizzato da sforzi istituzionali e discussioni pubbliche volte a superare le disuguaglianze sistemiche.
L'attrice ha ribadito che il percorso è tutt'altro che concluso, sottolineando la necessità di continuare a discutere apertamente di questi temi, un aspetto fondamentale sia per l'industria cinematografica che per il pubblico globale.