La mostra “Giotto e san Francesco. Una rivoluzione nell'Umbria del Trecento”, in corso alla Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia fino al 14 giugno 2026, ha registrato un “eccezionale successo di pubblico”. Dall'apertura del 13 marzo 2026, sono stati contati 31.665 ingressi, segnando un aumento di oltre il 30% dei visitatori rispetto a marzo dell'anno precedente, con un trend positivo confermato anche per aprile. Il periodo pasquale (2-6 aprile) ha richiamato oltre 5.000 visitatori, un incremento del 40% rispetto all'anno scorso, con un picco di 2.022 presenze la domenica di Pasqua, giornata a ingresso gratuito.

Anche le date festive hanno contribuito all'ottima affluenza: 1.096 visitatori il 25 aprile e 3.726 presenze durante il ponte del primo maggio, inclusi 1.947 ingressi la domenica 3 maggio, anch'essa a ingresso gratuito. Questi numeri ribadiscono la forte attrattività della proposta culturale della Galleria Nazionale dell’Umbria.

La rivoluzione artistica tra Duecento e Trecento

Curata da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi, l'esposizione si concentra su una delle più felici congiunture nella storia culturale dell’Umbria: il dialogo tra il carisma di san Francesco e il genio creativo di Giotto, avvenuto tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento. Questo periodo segna la nascita dell’arte moderna ed è ripercorso in otto sezioni attraverso oltre sessanta opere, tra cui spiccano lavori di Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti.

La mostra illustra il passaggio dalla cosiddetta 'maniera greca' — legata a una tradizione bizantina e stilizzata — alla rivoluzione figurativa promossa da Giotto, che ha introdotto un nuovo naturalismo e una rinnovata rappresentazione della realtà e degli affetti umani. Gli anni in cui questi maestri operarono sulla Basilica di San Francesco ad Assisi rappresentano il cuore di questa trasformazione, influenzando profondamente gli artisti umbri contemporanei. Il percorso espositivo valorizza la diffusione di questo nuovo linguaggio figurativo in tutto il territorio regionale, estendendosi anche a realtà artistiche meno note.

Riconoscimenti e ampio partenariato istituzionale

L'esposizione ha ricevuto la Medaglia del Presidente della Repubblica.

È promossa e organizzata dai Musei Nazionali di Perugia-Direzione regionale Musei nazionali Umbria, in collaborazione con il Comitato nazionale per le celebrazioni dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, il Commissario straordinario Ricostruzione Sisma 2016, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, Regione Umbria, la Custodia generale del Sacro Convento di San Francesco, la Provincia Serafica dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, l’Arcidiocesi di Perugia–Città della Pieve, il Comune di Perugia e Confindustria Umbria.

L'iniziativa si avvale inoltre della collaborazione dell’Archivio di Stato di Perugia e del contributo di Camera di commercio di Perugia, Fondazione Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, ARVEDI AST e Nestlé.

Rai Umbria è il media partner. Questo ampio sostegno e il successo di pubblico confermano il valore scientifico dell'evento e la sua capacità di valorizzare il patrimonio artistico regionale e nazionale.