Danny Boyle ha presentato a Venezia Ink, il suo nuovo film che ha l'onore di aprire la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia 2026 e concorre per il Leone d'Oro. L'opera, diretta dal regista di Trainspotting, si immerge nella storia dell'acquisizione del quotidiano britannico The Sun da parte di Rupert Murdoch nel 1969 e nella sua successiva e radicale trasformazione in un tabloid popolare. Il film è tratto dall'omonima opera teatrale di James Graham e vanta un cast di rilievo, con Guy Pearce nel ruolo di Murdoch, Jack O'Connell che interpreta Larry Lamb e Claire Foy.

Al centro della narrazione vi è il momento cruciale in cui il Sun passò sotto il controllo di Murdoch, che affidò il delicato compito del rilancio a Larry Lamb. Sotto la nuova gestione, il giornale conobbe una profonda evoluzione, ridefinendo la propria identità editoriale. Divenne un prodotto incentrato su temi come lo sport, la televisione e la cronaca popolare, adottando un linguaggio più diretto e accessibile, in netto contrasto con lo stile più tradizionale della stampa britannica dell'epoca. Questo approccio innovativo permise al quotidiano di affermarsi rapidamente come il tabloid scandalistico più venduto in Inghilterra, entrando in diretta competizione con il Daily Mirror, che fino a quel momento aveva rappresentato il riferimento dominante del mercato.

La visione di Boyle su Rupert Murdoch

Durante la conferenza stampa al Lido, Danny Boyle ha chiarito l'impostazione scelta per la rappresentazione del personaggio di Murdoch. Il regista ha sottolineato di non aver voluto costruire un ritratto unidimensionale o puramente negativo dell'editore, sintetizzando la sua intenzione con la frase: "Non volevamo rappresentare Murdoch come un mostro". Nella sua interpretazione, il Murdoch del 1969 viene mostrato come una figura che irrompe in un sistema britannico rigido e dominato dall'establishment, portando un nuovo approccio che all'epoca fu percepito come rivoluzionario rispetto alle consolidate regole della stampa nazionale.

Boyle ha inoltre collegato questa prospettiva alle origini australiane dell'editore, indicandole come uno degli elementi che alimentavano una certa diffidenza nel contesto britannico.

Il regista ha affermato che Murdoch "affrontava grandi pregiudizi su di lui", descrivendo la sua azione come una vera e propria ribellione contro un ordine editoriale preesistente, nel quale il Daily Mirror deteneva una posizione centrale. La scelta del film è quindi quella di esplorare la fase iniziale di quella trasformazione, quando la nuova linea editoriale del Sun mirava esplicitamente a intercettare un pubblico più ampio e diversificato, modificando profondamente il panorama mediatico del Regno Unito.