La Camera dei Deputati ha approvato una nuova riforma per il cinema e l’audiovisivo, un provvedimento che, sebbene abbia superato il primo scoglio parlamentare, si trova ancora a metà del suo iter legislativo. Il testo, giunto in aula dopo un periodo di dibattito acceso sulle regole del tax credit e sul blocco dell’erogazione di questo strumento fiscale di sostegno al settore, introduce due pilastri fondamentali: un Forum di esperti e un’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo. Quest'ultima è concepita come un ente dotato di significativa autonomia organizzativa, patrimoniale, finanziaria e gestionale, ma rimane comunque sottoposta alla stretta vigilanza del Ministero della Cultura, al quale sono riservate anche l'indirizzo politico e le funzioni ispettive.

Il nodo cruciale della riforma, e fonte di maggiore preoccupazione per gli operatori del settore, resta la stabilità delle risorse finanziarie. Le associazioni che rappresentano gli autori hanno espresso una posizione chiara e decisa, sottolineando come l'istituzione di un ente autonomo, pur lodevole, rischi di avere un'autonomia "soltanto formale" senza una dotazione finanziaria certa e garantita. Per questo motivo, ritengono indispensabile l’introduzione di una tassa di scopo, specificamente destinata a garantire la necessaria stabilità e continuità alle politiche pubbliche a favore del cinema. Già in precedenza, il gruppo Avs aveva manifestato l'intenzione di presentare un emendamento volto a introdurre una piccola tassa di scopo, pari al 5% sugli utili delle piattaforme, con l'obiettivo di rafforzare i finanziamenti destinati ai giovani autori e alla sperimentazione cinematografica.

Il testo approvato dalla Camera, che ha subito alcune modifiche rispetto alla versione inizialmente concordata prima della pausa estiva, affronta anche il delicato tema della trasparenza nei meccanismi che regolano l'influenza della "mano" politica sul settore. Il Forum nasce con l'obiettivo di fungere da organismo di consultazione e monitoraggio delle politiche pubbliche nel campo cine-audiovisivo, prendendo di fatto il posto del preesistente Consiglio Superiore del Cinema e dell’Audiovisivo. La sua composizione prevede la presenza di otto esperti nominati direttamente dal Ministro della Cultura, con particolare attenzione al rispetto dell’equilibrio di genere, affiancati da rappresentanti di diverse categorie professionali: autori, lavoratori dello spettacolo, produttori indipendenti, distributori, soggetti attivi nella promozione delle opere cinematografiche e audiovisive, esercenti, piattaforme audiovisive e il settore videoludico.

L’Agenzia per il cinema e l’audiovisivo è destinata ad assorbire e svolgere le funzioni operative che attualmente sono di competenza della Direzione generale Cinema e audiovisivo. La sua struttura organizzativa prevede un direttore, un Consiglio di Amministrazione (Cda), un Collegio dei revisori dei conti, oltre a disporre di personale e risorse provenienti dal Ministero della Cultura. Tuttavia, come già evidenziato, al Ministero rimangono riservate le funzioni di vigilanza, l'indirizzo politico e le funzioni ispettive, garantendo così un controllo significativo sull'operato del nuovo ente.