Il sindaco di Matera, Antonio Nicoletti, e l’amministrazione comunale hanno espresso profondo cordoglio per la scomparsa di Daniele Kihlgren, avvenuta a Roma il 7 ottobre 2026. La figura dell’imprenditore è stata pubblicamente legata alla città, ai suoi Sassi e al progetto Sextantio Le Grotte della Civita, riconosciuto come un esempio emblematico di albergo diffuso. Questo modello di ospitalità fu fondato su principi di autenticità, rispetto profondo dei luoghi e valorizzazione della storia millenaria delle grotte.
Nicoletti ha definito Kihlgren una personalità capace di credere nel potenziale di Matera in un’epoca in cui il valore intrinseco della città non era ancora pienamente riconosciuto.
Nel suo messaggio di cordoglio, il sindaco ha sottolineato la straordinaria capacità dell’imprenditore di cogliere il valore in ciò che era stato abbandonato e di immaginarne una nuova vita. Per il primo cittadino, Kihlgren possedeva uno «sguardo raro», una visione che applicò dapprima a Santo Stefano di Sessanio e successivamente nei Sassi di Matera.
La visione di Kihlgren e il recupero dei Sassi
Al centro del ricordo di Matera si colloca il progetto Sextantio Le Grotte della Civita, l’innovativo albergo diffuso che Kihlgren realizzò all’interno dei Sassi. Nicoletti ha associato quest’opera a un’importante riqualificazione di una porzione della città, introducendo una forma di accoglienza che ha saputo far parlare la pietra, la luce naturale e la ricca storia delle grotte.
Il sindaco ha presentato l’intervento come un modello di ospitalità di lusso basato sulla fedeltà all’identità dei luoghi, evitando qualsiasi trasformazione del loro carattere originario.
Il lavoro di Kihlgren ha avuto un ruolo cruciale nella diffusione di un’immagine autentica di Matera a livello globale. Gli ospiti che hanno soggiornato a Le Grotte della Civita hanno contribuito a far conoscere nel mondo la città e i suoi unici Sassi. Il messaggio di cordoglio si è concluso con l’espressione di vicinanza alla famiglia dell’imprenditore, ai suoi collaboratori e all’intera comunità di Sextantio, riconosciuta come parte integrante del percorso visionario che Kihlgren ha costruito tra l’Abruzzo e la Basilicata.
Dalla rinascita di Santo Stefano di Sessanio al modello Sextantio
Daniele Kihlgren è deceduto a Roma all’età di 60 anni. Nato a Milano, da padre svedese e madre abruzzese, sviluppò il celebre progetto Sextantio dopo un incontro significativo con il paesaggio dell’Appennino abruzzese e, in particolare, con il borgo di Santo Stefano di Sessanio. Il suo modello imprenditoriale nacque dal recupero di case abbandonate, con l’idea rivoluzionaria di trasformare il borgo stesso in un luogo di ospitalità. La filosofia alla base era quella di non sovrapporre alcuna struttura esterna all’identità preesistente del paese, ma di valorizzarne l’essenza più profonda.
Questa visione, che ha saputo trasformare l’abbandono in valore economico e culturale, si è poi estesa con successo ai Sassi di Matera, dove ha replicato l’idea di un lusso fatto di sottrazione, autenticità e rispetto per la cultura materiale locale.
Kihlgren ha dimostrato come un luogo possa essere reso desiderabile non snaturandolo, ma lasciando emergere ciò che già possiede, un principio che ha lasciato un’eredità duratura nel settore dell’ospitalità e della conservazione del patrimonio.