L’inquinamento globale sta progressivamente cambiando la morfologia della terra, riducendo la grandezza delle spiagge con conseguenze devastanti non solo per la nostra salute, ma anche per patrimoni culturali importantissimi ed unici.
Il celebre faro di Alessandria d’Egitto, la statua di Zeus in Grecia ed il magnifico sito di Petra in Giordania, sono solo alcune delle meraviglie che l’aumento della temperatura globale farà sommergere e scomparire per sempre. A meno che non cambiamo il nostro stile di vita, riducendo le emissioni specialmente nei principali stati industrializzati del mondo.
Il pericolo è rappresentato soprattutto dall’erosione costiera, con il livello del mare che si innalza sempre più con la possibilità di concretizzare il famoso Mito di Atlantide per ben 42 luoghi, ma anche dalle alluvioni con conseguenti inondazioni in 37 siti. Alcuni di essi sono soggetti ad entrambe le minacce, sebbene molti politici a livello mondiale sottostimino il problema.
Le meraviglie italiane in pericolo e possibili soluzioni
In Italia sono molte le città dai patrimoni inestimabili che rischiamo di perdere: dai centri storici di Venezia e Napoli alle Cinque Terre, dai siti archeologici di Pompei e Paestum alle città barocche della Val di Noto, dalle stradine medievali di Ferrara alla Costiera amalfitana.
Ma anche Vicenza, Ravenna, Genova, Siracusa e Pisa, tra le cittadine coinvolte in questo triste destino delineato da una ricerca compiuta dall’università di Kiel, in Germania.
Pubblicata sulla rivista Nature Communications, questa ricerca indica quarantanove siti dell’Unesco dell’area del Mediterraneo posti vicino alle coste: si tratta di luoghi distribuiti in sedici paesi, tra cui l’Italia presenta il numero maggiore, seguita da Croazia e Grecia.
Fortunatamente Venezia attraverso il sistema del Mose potrà probabilmente salvare le sue preziose vie ed i suoi incantevoli canali. Perciò questi ricercatori universitari suggeriscono l’uso di barriere artificiali perfettamente integrate nell’ambiente in cui si inseriscono, o di barriere naturali con il ripristino degli ecosistemi delle coste per fermare il mare che avanza.
Dibattiti politici e scientifici
Tuttavia le barriere sono soltanto delle soluzioni temporanee, dal momento che una reale risoluzione del problema si avrà solo rispettando realmente gli accordi internazionali sul clima, ai quali continuano a restare sorde potenze come la Cina e gli Stati Uniti.
A tal proposito il presidente Trump sostiene che gli scienziati non siano concordi sulle cause del riscaldamento globale, che a suo avviso risultano ancora oggetto di discussione. In realtà il 97% dei climatologi afferma che la causa principale sia proprio rappresentata dalle attività umane, che vanno rese assolutamente ecosostenibili per tutelare la vita ed i patrimoni culturali. E' quindi necessario sensibilizzare la maggior parte dei paesi del globo, ma soprattutto le maggiori potenze mondiali.