Si prepara una vera e propria rivoluzione nell'ambito delle misure internazionali: la prima misura standard ad essere "rottamata" sarà il chilogrammo di platino-iridio, cilindro di quasi 4 centimetri, conservato come punto di riferimento della massa da 130 anni. Il cilindro composto dai due metalli si trova a Sévres, all'interno dell'Ufficio Internazionale dei Pesi e delle Misure. Il cambiamento avrà luogo dopo una serie di incontri, di cui il primo è programmato fra qualche giorno a Versailles, durante la Conferenza generale su pesi e misure. Nella Cgpm parteciperanno al voto 60 Paesi che ridefiniranno i parametri del Sistema Internazionale delle Unità di misura, noto come Si, e i nuovi standard saranno utilizzabili dal 20 maggio 2019.

Perché il cambiamento?

Gli scienziati pensano sia più opportuno basare le misure su alcune costanti fisiche e non su oggetti che, nel tempo, possono subire variazioni. I parametri, come spiega il dottor Vito Fernicola, consigliere dell'Inrim, Istituto nazionale per la ricerca metrologica, devono avere la caratteristica di essere invariabili ed universali ed inoltre devono potersi collegare alle unità di grandezza. Fernicola è anche vicepresidente dell'ente accreditatore dei laboratori di caratura, l'Accredia, e dichiara che entro poco tempo saranno ridefiniti anche l'ampere, l'unità di misura della corrente elettrica, il kelvin, per la temperatura e la mole, che misura la quantità. Le nuove misure si affiancheranno a quelle ormai consolidate come il secondo per il tempo, il metro per lo spazio e la candela per la luminosità.

Il problema di fondo è che un campione preso come standard non deve mai variare nel tempo altrimenti "sbilancia" tutto il sistema. Nel quotidiano non ce ne accorgiamo, perché ad esempio non cambia molto se perdiamo una frazione di grammo quando pesiamo sulla bilancia né un millisecondo in più o in meno può influire sulla giusta cottura di un cibo. Il problema si evidenzia però quando è necessario decidere chi ha passato per primo il traguardo in una gara olimpica dei 100 metri, oppure nei complessi sistemi di rotte e navigazione Gps, che sono sincronizzate al nanosecondo.

Il chilo dalla costante di Planck

La precisione oggi è richiesta anche dalla tecnologia, oltre che per la ricerca. Per fare un esempio basti pensare alla costante di Planck, che collega le particelle con l'energia da esse posseduta e con la loro massa.

Grazie ad essa si creano e si connettono le formule utilizzate in elettronica, per i computer e gli smartphone, ed il suo collegamento al chilogrammo richiede una totale affidabilità. Ed è proprio la costante di Planck a prendere il suo posto: sarà un calcolo astratto, basato sulla costante ed ottenuto solo con una strumentazione particolare di cui sono dotati 5/6 laboratori nel mondo. La massa verrà individuata mediante una misurazione elettrica che permetterà un riscontro costante ed invariato per sempre.