L’obesità, in particolare quella addominale o viscerale presente nelle donne in menopausa, si associa ad un aumento del rischio di comparsa delle malattie metaboliche.

Esiste una dieta specifica indicata per il grasso viscerale? I ricercatori del Department of Public Health and Clinical Medicine, Umeå University (Svezia), hanno condotto uno studio clinico per 2 anni su donne in menopausa di età media di 58 anni e obese (indice di massa corporeo medio 32) per cercare una risposta.

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Un gruppo seguiva una dieta paleolitica contenente un alto contenuto di proteine e acidi grassi insaturi, l’altro una dieta ipocalorica di controllo, entrambi per 24 mesi.

La dieta paleolitica risultava più efficace, poiché, oltre a diminuire in modo significativo il grasso addominale, limitava i trigliceridi circolanti e migliorava l’insulino sensibilità, mediante decremento dei fattori promuoventi la lipogenesi (sintesi dei grassi) come la liproteina lipasi (LPL) e la sintasi degli acidi grassi (FAS) nel tessuto adiposo.

Dieta paleolitica per combattere obesità centrale e migliorare i parametri metabolici.
Dieta paleolitica per combattere obesità centrale e migliorare i parametri metabolici.

Questo metodo nutrizionale, dunque, appare essere un mezzo promettente per moderare il rischio cardiovascolare nelle donne in menopausa e sovrappeso.

Lo studio è stato pubblicato sulla rivista European Journal of Nutrition nel dicembre 2018.

Composizione diete nello studio clinico

Settanta donne in postmenopausa, di 60.5±5.6 anni, in sovrappeso o obese (BMI 27-41 kg/m2) e con normali livelli di glucosio a digiuno, sono state suddivise tra un gruppo ricevente la dieta paleolitica e un altro la dieta di controllo.

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La dieta paleolitica si basava su carne magra, pesce, uova, ortaggi, frutta, semi oleosi (noci, mandorle, nocciole), frutti di bosco e sorgenti di grasso aggiuntive (avocado e olio di oliva); escludeva, invece, derivati del latte, cereali, sale, grassi raffinati e zucchero.

La percentuale dei macronutrienti era composta da 30% di carboidrati, 30% di proteine e 40% di grassi polinsaturi.

La dieta di controllo seguiva le raccomandazioni nutrizionali nordiche ossia 55% di carboidrati,15% di proteine e 30% di grassi, provenienti da alimenti ad alto contenuto di fibre, ortaggi, frutta, carne, pesce e derivati del latte a basso contenuto di grassi.

Parametri valutati

E’ stato testato se la dieta paleolitica, abbondante in grassi insaturi e scarsa di carboidrati, potesse avere effetti benefici più pronunciati sulle proteine chiave coinvolte nel metabolismo dei grassi e sulle adipochine prodotte dal tessuto adiposo, rispetto alla dieta di controllo convenzionale ad alto contenuto di carboidrati.

Sono stati analizzati, quindi, l’espressione di geni e l’attività di proteine implicate nella lipogenesi e nella lipolisi del tessuto adiposo, oltre ai parametri antropometrici (altezza, peso, indice di massa corporeo ossia BMI, circonferenza addominale).

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Il tessuto adiposo bianco si è mostrato non solo un mezzo di conservazione energetica, ma anche un organo endocrino, di secrezione di diverse adipochine (leptina, adipsina, adiponectina) ad azione metabolica locale e sistemica e con effetti endocrini sull’insulino sensibilità.

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