Prima campionessa nello Sport, poi volto principale in campagne d’alta Moda: è questa la storia felice intrapresa dalla giovane Chelsea Werner, 25 anni da Danville (California), nata purtroppo con la sindrome di Down. Ed è la prima donna affetta da questa patologia che riesce a percorrere il difficile cammino da donna immagine in campagne pubblicitarie d’alta moda.

La storia di Chelsea

Chelsea ha innanzitutto conosciuto il mondo della ginnastica da giovanissima, all’età di 4 anni.

L’avvicinarsi allo sport fu un passo obbligato a causa di alcuni problemi fisici correlati alla sua condizione, poiché la sindrome di Down influisce spesso sulla ‘qualità’ della muscolatura corporea e sulla capacità di movimento generale. Ma da aiuto nel corretto sviluppo del corpo, la disciplina sportiva è sin da subito diventata il centro della vita di Chelsea, la quale mostrò innate doti atletiche fin dai primissimi istanti.

Le stesse doti che, anni più tardi, l’hanno condotta a trionfare alle Olimpiadi Nazionali per ben quattro volte e alle Olimpiadi Internazionali per due volte.

Un successo su più fronti

Ma l’ascesa di Chelsea non conosce battute d’arresto: la giovane campionessa è stata infatti ingaggiata dalla fashion agency internazionale We Speak, azienda d’alta moda il cui focus è quello di incoraggiare le persone ad amare il proprio corpo in qualunque forma, senza aver pudori o vergogne d’alcun tipo.

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Scienza Moda

La notizia ottiene ancora più risalto se si pensa che Chelsea ha tentato più volte d’entrare in questo mondo contattando svariate agenzie del settore, ottenendo però quasi sempre un secco rifiuto perché, a detta dei ‘professionisti’ del settore, le persone affette da sindrome di Down non potevano accedere al fastoso (e mai come in questo caso povero di contenuti umani) mondo dell’alta moda.

Al momento, Chelsea sta lavorando sodo sulle sue skill da foto-modella, guidata dal Boss di We Speak, Briauna Mariah, la quale ha affermato che “Sin dai primissimi istanti, ho visto il potenziale di Chelsea.

Ed è importante che persone affette da questo problema si sentano rappresentate anche dalla nostra industria”. La professionista ha anche aggiunto: “Ero certissima che il mondo avrebbe immediatamente riconosciuto la bellezza di Chelsea. Sono certa che farà tanta strada". E già i primi segnali di successo sono visibili, visto che Chelsea è apparsa in copertina su Vogue!

Che cos'è la sindrome di Down?

E’ innegabile l’importanza del ruolo di Chelsea (e di altre eroine come lei) nel far progredire l’idea di massa sulle persone affette dalla sindrome di Down, spesso considerata una condizione “fatalmente” debilitante soprattutto a livello sociale e lavorativo.

Ma cos’è la sindrome di Down? La patologia prende il nome dal medico inglese John Langdon Down, il quale nel 1866 ha descritto le caratteristiche che contraddistinguono i soggetti affetti dalla sindrome. Ma solo nel 1959, grazie al lavoro dello scienziato Jerome Lejeune, si è scoperta la vera natura della patologia che rende ‘differenti’ le persone a livello cromosomico.

Il nostro organismo è infatti costituito da un numero altissimo di cellule, tutte portatrici al loro interno di un patrimonio genetico specifico.

Tutte le informazioni del suddetto patrimonio genetico, le quali derivano direttamente dal DNA dei genitori, sono conservate all’interno dei cromosomi, i quali sono 46 e suddivisi in 23 coppie. L’insieme di questi cromosomi delinea nella sua interezza ogni persona, dal colore dei capelli, all’altezza, al colore della pelle ecc. Nella coppia di cromosomi numero 21, nelle persone affetta da sindrome di Down, coesistono 3 cromosomi invece dei canonici 2.

Seppur non propriamente considerata una malattia e nonostante i grandi progressi della medicina compiuti ogni giorno, la sindrome di Down è una condizione non reversibile e che accompagna quindi chi ne è affetto per tutta la vita.

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