Essere giovani e sentire il bruciante bisogno di un ruolo attivo nella società, di legarsi ad essa attraverso una dialettica viva, corroborata da competenze, talenti, passioni. Sono queste le caratteristiche di Indispensabile, il movimento giovanile culturale e politico che si è formato nel luglio 2018. A costituirlo ci sono circa 40 componenti (studenti universitari, neolaureati in Lettere, Filosofia, Economia, musicisti e insegnanti di arti marziali) con un'età media di 23 anni, guidati da Gabriele Guzzi, classe 1993, che svolge l'incarico di Presidente.

L'attualità scottante della disoccupazione che colpisce i giovani è stata affrontata nel primo incontro pubblico, avvenuto lo scorso febbraio, intitolato Lavoro o Morte e al quale ha partecipato il Presidente dell'Inps Pasquale Tridico. Nel confronto che si è aperto i ragazzi hanno proposto una visione del lavoro non limitata al sostentamento, ma riguardante la pienezza dell'equilibrio della persona e del cittadino che, secondo l'art.4 della Costituzione, in base alle proprie scelte e possibilità deve concorrere al progresso materiale o spirituale della società. L'alternativa fra lavori mal pagati o la condizione umiliante dell'inoccupazione strappa ed erode, invece, l'esercizio sia dei diritti che dei doveri richiedendo una riflessione seria ed approfondita sulle vie d'uscita dal precariato.

Reset, il criterio radicale del cambiamento

"Non si può risolvere un problema con la stessa mentalità che lo ha creato - spiega Gabriele Guzzi - e per cambiare il mondo bisogna cambiare radicalmente la nostra mente". Ecco perchè, soprattutto dopo l'emergenza sanitaria dovuta alla pandemia, è necessario individuare un "punto zero" dal quale ripartire.

Per questo il titolo del secondo appuntamento pubblico, che si è svolto il 19 aprile, è "Reset, ripensare l'umano nella quarantena globale". Fra i vari aspetti declinati, si è indicato il modello economico Keynesiano come motore di contenimento delle spinte neoliberiste determinanti, nel corso degli ultimi decenni, i tagli nella spesa pubblica, ad esempio quella sanitaria.

"Reset" è anche la reazione al sentimento diffuso di incompletezza e di insoddisfazione che permea la dimensione esistenziale giovanile. La consapevolezza della mancanza dell'indispensabile è divenuta, però, epicentro di un dinamismo d'idee contrario agli schemi che descrivono i giovani come distratti e passivi. Essere "nuclei magmatici" e propositivi è una caratteristica di fondo di Indispensabile rivelandone l'essenza culturalmente rivoluzionaria. Si configura come rivoluzionario, infatti, l'impegno sistematico volto a ritagliare una visione critica dei fenomeni politico-sociali, economici, ambientali e culturali per orientarli verso il mutamento ed il rafforzamento dei metodi democratici e non violenti.

La programmazione delle attività

I giovani dell'Indispensabile si avvalgono della comunicazione via Social, creano eventi e partecipano a manifestazioni di altri gruppi dei quali condividono la complementarietà dei fini, come Darsi Pace. Prima del blocco causato dalla crisi sanitaria, era stata programmata una serie di interventi intitolata Ten to Servive: dieci idee per garantire la sopravvivenza e riflettere su Europa, globalizzazione, sessualità, Dio, sinistra e destra, salute, tecnologie e altro ancora. Gli eventi avrebbero dovuto punteggiare il corso del 2020 ma il lockdown ha determinato il loro rinvio. La fisionomia operativa di Indispensabile prevede i "Comizi Rivoluzionari", interventi brevi ed incisivi o performance artistiche in cui i giovani manifestano il loro bisogno di rigore analitico tenendo ferma l'opzione contemplativa come ricerca di verità e bellezza: il tutto per affermare, fra corrosività e sogno, quanto questo sia ancora un mondo da amare.