Nel panorama letterario esistono moltissimi generi, ma uno in particolare non perde mai la propria importanza e forza comunicativa: i classici. Di seguito approfondiamo un breve elenco con cinque titoli di libri a tema sociologico.
George Orwell - "1984"
Uno dei libri più intensi e strutturati di tutti i tempi. Un universo distopico in cui gli individui vengono controllati da un Grande Fratello che scandisce ogni aspetto della loro esistenza. Il lavoro, la vita sentimentale e perfino il pensiero vengono controllati 24 ore su 24 in una cupa ambientazione post atomica e liberticida. In questo panorama Winston Smith e Julia cercano disperatamente di ribellarsi e creare una via d'uscita dal regime asfisiante nel quale sono intrappolati.
José Saramago- "Cecità"
In una tranquilla città, durante una giornata del tutto normale, un uomo perde improvvisamente la vista. Non sembra esserci nessun motivo che ne spieghi la ragione, ma poco dopo il medico che lo ha visitato, viene colpito dalla stessa fulminea malattia. Uno dopo l'altro sempre più cittadini diventano ciechi e il paese sprofonda nel caos più totale. Solamente una donna verrà risparmiata dalla cecità: essa vedrà con i propri occhi il declino sociale e umano degli individui attorno a lei.
John Steinbeck - "Uomini e topi"
Lennie e George lavorano come braccianti stagionali nell'America degli anni Trenta. Sono come fratelli e vivono in simbiosi, sognando di comprare un pezzo di terra dove vivere. George è minuto, mentre Lennie è robusto ma mentalmente ritardato e passa le giornate ad accarezzare cuccioli nel ranch dove sono assunti. La moglie del padrone se ne invaghisce ma non conoscendone i problemi lo spaventa, morendo strangolata. George trova l'amico nascosto nel bosco e lo uccide.
Umberto Eco - "Il nome della rosa"
Nel Medioevo, un monaco e un novizio indagano su una serie di morti misteriose che scandiscono la vita in un monastero benedettino. I due si inoltreranno nelle misteriose esistenze dei monaci e nei segreti che nascondono, cercando di scoprire la matrice terrena dei crimini che tutti credono essere opera del diavolo.
Hannah Arendt - "La banalità del male"
Un saggio filosofico che studia gli aspetti più controversi del processo ad Adolf Eichmann, tenutosi a Gerusalemme. All'interno del libro viene spiegato come il male possa avere, in realtà, sembianze umane del tutto banali e quasi insignificanti.