I bambini hanno bisogno per crescere di fare molteesperienze. Quella del gioco è sicuramente la più stimolante edentusiasmante. Il suo valore èinestimabile, poiché va a sviluppare molti aspetti della vita del bambino:motorio, emotivo, sociale e cognitivo.

Attraverso l'esperienza ludica, infatti, il piccolo esplorae conosce il mondo che lo circonda; con la fantasia è in grado di concretizzare, ad esempio, in un semplice bastone ilsuo cavallo di battaglia, o di trasformare uno scatolone in un'automobile sullaquale salire e simulare una guida "spericolata".

Ancora, può imitare il mondo degli adulti assumendone i loro ruoli: quello di essere ilpapà, la mamma, piuttosto che il dottore o la maestra.

Il gioco segue lefasi di maturazione del bambino. Durante l'età prescolare è prettamente spontaneoed egocentrico. Se infatti il piccolosi trova a condividere uno stesso spazio con altri bambini, non riesce a adorganizzare con loro giochi prolungati neltempo, non è in grado di instaurare rapporti costruttivi e non percepisce ilsenso del" nostro".

Verso i 6-7 anni(periodo d' inizio della scuola), il gioco subisce una significativa evoluzioneche va di pari passo con la maturazione del bambino. Egli, infatti, a questaetà abbandona gradualmente la fase egocentrica per cominciare a sperimentare esperienze ludiche collettive in cui viveil divertimento condiviso e scopre la necessità delle regole come garanzia diordine.

Impara l'autocontrollo per non ledere gli altri e, alcontempo, trova nel gioco un'opportunitàper scaricare le proprie tensioni ed emozioni.

Il gioco è dunque una fase preziosa della vita che preparaalla vita. Occorre sfruttare il suo potenziale anche nella scuola. Il bambino, infatti, fino a 11-12 anni deve poter operare direttamente sui dati percettivi e concretipresenti nell'ambiente, attraverso diverse azioni come il manipolare, tagliare,ricomporre, aggiungere, togliere,separare e così via. Non è ancora, cioè, in grado di ragionare in terminiastratti, di compiere operazioni logiche utilizzando soltanto la parola.

Un ambiente educativo deve perciò promuovere il gioco anche come metodo di lavoro, come esperienza iniziale dell'apprendimento. Cosìfacendo il bambino impara giocando e vive la scuola in modo più motivante, consolidandol'idea che imparare può essere fonte di piacere.