Investire nei titoli indiani: redditizio, rischioso ma assai conveniente. E’ questa la nuova frontiera del mercato borsistico, un fondo formato da obbligazioni governative e societarie con diverso merito di credito espressi in rupie indiane con rendimenti annuali a percentuali elevate. Insieme al Brasile e alla Cina, infatti, il paese asiatico è in rampa di lancio verso un futuro sempre più roseo e il guadagno che un investitore può maturare con i titoli indiani ne è l’esempio più eclatante.
L’HSBC Global Investment funds è l’alternativa alla più comune India Fixed Income.
Si tratta di un fondo comune di investimento di diritto lussemburghese espresso come detto in rupie indiane ma con il dollaro americano come valuta di fondo. L’idea di fondo è quella di creare un volume d’affari piuttosto consistente per cercare di allontanare gli investitori privati cercando di sfruttare l’espansione del paese per offrire ampi margini di crescita all’interno del fondo. Si è calcolato che entrando nell’HBSC nel 2012 un investitore ha avuto un rendimento del 13,6%, guadagnando così 136 dollari sui 1000 investiti oppure 680 dollari su 5000 ipotetici dollari investiti. Il guadagno è sotto gli occhi di tutti, ma occorre fare attenzione ai rischi connessi al fondo.
La società di gestione ha avvertito che l’HBSC è rivolta soltanto a coloro i quali possono permettersi un rischio di investimento di almeno cinque anni.
Il mercato indiano è ancora in fase di sviluppo e diversi fattori possono ancora cambiare e, pertanto, è rischioso investire ingenti somme di denaro in un mercato che potrebbe subire alcuni stravolgimenti a causa di instabilità. L’HBSC è un fondo adatto a chi non risente particolarmente delle fluttuazioni di mercato e a chi non ha bisogno di investire per integrare stipendi e pensioni.
In poche parole, se si vuole investire è meglio farlo se consapevoli dei rischi e di come funziona questo mercato. La Benchmark in questione è la Barclays Asian mentre le commissioni sono del 5,45% massimo di ingresso e dell‘1,75% annue.