Un sistema economico in cui a farla da padrone non sono la speculazione né l’accumulazione selvaggia di beni, ma una distribuzione sociale e eco-sostenibile dei beni stessi. È con questo scopo che nasce Mecambio, progetto spagnolo ideato da un gruppo di persone che ha deciso di raccogliere, in un unico sito web, i migliori fornitori di beni e servizi etici.
Relazioni sostenibili e sentimento di comunità
Mecambio è un contenitore di notizie inerenti fornitori di beni e servizi che hanno la particolarità di promuovere forme di consumo e produzione rispettose di alcuni requisiti fondamentali:
- partecipare non solo a un ecosistema di valori o ideali e di pratiche comuni, ma promuovere e favorire di un sentimento di comunità, in cui le persone che acquistano prodotti e servizi non vengano viste come semplici clienti;
- la produzione deve essere gestita valorizzando relazioni sostenibili, giuste, distributive e partecipative.
Il progetto intende promuovere il cambiamento verso un modello economico sostenibile, contribuendo attraverso la condivisione di informazioni inerenti attività commerciali alternative e fornendo, per ognuna di esse, utili informazioni su servizi e prodotti offerti, oltre al grado di impegno che il fornitore richiede al consumatore.
Un sistema economico open source
Sono diverse le aziende inserite in Mecambio, soprattutto quelle società che si occupano di fornire servizi assicurativi, connettività ed energia. Non tutte le categorie sono rappresentate, questo perché gli ideatori del progetto intendono ricercare sempre alternative valide ai classici canali di produzione e commercio.
Il sistema è open source, nel senso che gli ideatori di Mecambio sono sempre alla costante ricerca di alternative valide ai grandi produttori. Per fare questo, chiedono l’aiuto degli stessi utenti del sito, che possono segnalare e proporre nuovi fornitori alternativi da inserire nelle liste presenti su Mecambio.
Per ora il servizio è attivo solo in Spagna (il sito web di Mecambio, infatti, è disponibile solo in castigliano), ma sono già numerosi gli utenti anche italiani che iniziano a parlarne sui vari social, primo fra tutti Twitter.