Non confortano le previsioni mondiali sulla disoccupazione nel 2013. Il rapporto annuale dell'Ilo – International Labour Organization-Organizzazione Internazionale del Lavoro, afferma che la distanza tra laperformance dei mercati azionali e i fondamentali dell'economia continua acrescere, dunque i mercati crescono, Wall Street sale, come gli altri indiciazionari globali, ma alla fine chi ci guadagna solo sempre loro, gli speculatori e le banche, mentre le popolazioni diventano sempre più povere.
In Italia i redditi sono indietro di 27 anni nel migliore dei casi, nelpeggiore dei casi sono senza lavoro, ladisoccupazione globale sarà unrecord nel 2013, che toccherà quota 205milioni nel 2014 e crescerà fino al 2017, fino ad arrivare a 5,1milioni di disoccupati.
EkkehardErnst, numero uno dell'Ilo ha dichiarato : "Ladisoccupazione rimane tanto disastrosa come era durante la crisi del 2009, lacritica viene puntata soprattutto sull'Europa e sulle sue politiche di austerity,hanno portato alla recessione e aduna spirale deflazionistica fatta disalari più bassi e ad un aumento del costo della vita, portando ad un effetto domino di crisi globale. L'organizzazione lancia un appello: "ilproblema della crisi dell'occupazione è particolarmente grave nell'Unione europea, dove ladisoccupazione di lungo periodo e il debole outlook economico hanno scoraggiatola gente dal cercare un posto di lavoro".
I paesi europei, secondo l'Ilo "Dovrebberoadattare il ritmo dei loro processi di consolidamento fiscale alla forzasottostante dell'economia e riconoscere che dovrebbero essere adottati stimolidi breve termine.
Particolarmente preoccupazione, precisa l'Ilo, èla disoccupazione giovanile,superiore al 50% in Spagna e Grecia.A livello globale, il tasso di disoccupazione giovanile dovrebbe salire fino al12,9% entro il 2017. In Italia la crisi ci ha portato indietro di 27 anni, il reddito pro capite è sugli stessi livelli in cui si trovava nel1986".