Il Rapporto dell’Osservatorio Assoconsult sul Management Consulting in Italia, realizzato con la collaborazione dell’Università di Roma Tor Vergata offre a chiusura del 2012 un’analisi attenta e scientifica del settore della consulenza manageriale nel nostro Paese, comparata anche con i dati in Europa forniti dalle elaborazioni di FEACO (Federazione Europea delle Associazioni Nazionali di Consulenza).
Nel corso della presentazione del Rapporto i primi dati parlano di una crescita del settore (5%) che vale 3 mld di euro con un impiego di 32.400 persone e con un mercato in prevalenza dominato dalle società “big” di consulenza che pesano sul fatturato dell’intero settore per oltre il 44%.
I ricavi totali registrati nel 2012 hanno fatto segnare la quota di 97,7 mld di euro con l’indicazione che l’export è il fattore chiave che permette la crescita delle società di consulenza a fronte del mercato italiano caratterizzato da poca dinamicità, prezzi bassi, contrazione del settore pubblico, molta concorrenza. La nuova legge che regola le professioni non organizzate in ordini o collegi, nel prossimo futuro migliorerà il rapporto tra cliente e consulente poiché ci saranno associazioni titolate a individuare i consulenti che rispettano professionalità e qualità operativa escludendo pseudo-consulenti anche improvvisati. Il Rapporto sul mondo della consulenza è la sintesi delle risposte ottenute alle domande presentate per la ricerca alle società di consulenza e alle aziende committenti.
Le società di consulenza, hanno risposto esponendo: 1). Giudizio generale su come sono andate le cose nel 2012 rispetto alle diverse aree merceologiche, tra settore pubblico e privato; 2). Modi di compenso e pricing; 3). Il mutamento organizzativo interno alla società di consulenza; 4). Considerazioni sul settore e sull’azienda di servizi di consulenza. Le aziende committenti servizi di consulenza hanno dato risposte su: 1). Motivi e tempi di ricorso alla consulenza, con specificità e collaborazioni ordinarie e straordinarie e indicando le funzioni aziendali più bisognose dell’aiuto di una figura consulenziale; 2). I criteri adottati nelle scegliere un consulente o società di consulenza (dimensioni, specializzazione, esperienza, brand awareness, internazionalizzazione e altri motivi); 3).
Relazioni con i consulenti e modo dei compensi.
In sintesi, nel documento di Assoconsult le imprese puntano e richiedono ai professionisti della consulenza di ottenere miglioramenti nella rete di vendita, produzione e gestione processi, ricercando di mantenere e difendere le posizioni ottenute sul mercato conquistato con forte attenzione e investimenti su soluzioni innovative di business. Le aziende devono cambiare approccio ai clienti, collaborare con i consumatori, sfruttare le potenzialità dei social media, organizzando a proprio vantaggio l’intelligenza web. La scelta del consulente è sancita per la sua capacità di attuare interventi efficaci, su progetti triennali, realizzati con attenzione alla qualità e straordinaria azione di raccolta dei feedback clienti.
Il prezzo di acquisto della consulenza si è ridotto per i minori stanziamenti delle aziende che richiedono tali servizi, ciò porta a notare una maggiore pressione sul pricing per i servizi ripetitivi che diviene minore per quelli richiesti su soluzioni innovative. La tendenza del settore della consulenza è la capacità dei professionisti nel garantire flessibilità, esperienza e competenza, con un approccio più collaborativo con le aziende committenti e maggiore capacità di presentare progetti con ampia visione di best practice multidisciplinari e multisettoriali, cultura aziendale e sviluppo di azioni meno da “suggeritori” e più da “realizzatori” strategici e produttivi.