I numeri delle elezioni 2013 parlano chiaro, con oltre 8.600.000 di voti il Movimento 5 Stelle si pone come prima forza politica del Paese alla Camera dei Deputati. Un risultato pronto a smentire anche a chi, fra i vari sondaggisti, assegnava le più generose percentuali al MoVimento stimato non oltre il 15%.
L'enorme successo ottenuto lo scorso autunno alle elezioni regionali siciliane è stato dunque replicato e addirittura superato di gran lunga in termini di percentuali.
Inoltre, la medesima Sicilia che pochi mesi fa votava per il 15% il M5S, a questa tornata di elezioni assegna ai candidati del MoVimento un consenso che sfonda la soglia del 30%.
L'osservazione più evidente che salta all'occhio è che in quattro mesi, ovvero il tempo trascorso tra regionali e politiche, i siciliani hanno pressoché raddoppiato la quota di voti per il movimento fondato dal comico ligure Beppe Grillo; in secondo battuta bisogna pensare che quanto accaduto in Sicilia per quanto riguarda la crescita di consensi possa ripetersi anche in altre regioni.
Facile capire di conseguenza tutta la preoccupazione del resto della compagine politica (o almeno di quella che conta veramente, visto che rimane poco o niente, dopo lo spoglio, degli alleati di Pd e Pdl) che si auspica per la nuova legislatura la durata più lunga possibile. Intervistato dai microfoni di Skytg24 Roberto Formigoni dice: "Fra Bersani e Grillo, meglio il primo" sono parole che preludono a un governissimo bipartisan per contenere la marea di consensi ottenuto dal M5S.