C'è la possibilità di ottenere una serie di agevolazioni sull’Imu per la prima casa, ma a precise condizioni. Ormai è noto che per la prima casa, cioè l’abitazione in cui si risiede anagraficamente e si dimora abitualmente, l’aliquota IMU può essere ridotta dello 0,4%; essa inoltre può essere aumentata o diminuita dello 0,2% dal Comune.
È prevista anche una detrazione di 200 euro fino alla concorrenza dell’ammontare dell’imposta; questo vuol dire che se l’imposta da pagare è pari o inferiore a 200 euro non si deve pagare nulla.
Tale detrazione deve essere suddivisa fra tutti i proprietari in parti uguali se l’immobile è adibito ad abitazione principale e si applica solo ai mesi durante i quali l’immobile è stato effettivamente utilizzato come abitazione principale; se, per esempio, l’immobile viene utilizzato soltanto per 6 mesi su 12 come abitazione principale, spetterà la detrazione IMU solo per i 6 mesi in cui la casa viene utilizzata.
Così come avveniva per l’anno 2012, anche per l’anno 2013 è prevista per l’abitazione principale una maggiorazione della detrazione di 50 euro per ogni figlio minore di 26 anni fino ad un massimo di 8 figli, quindi fino ad un massimo di 400 euro che risiede e dimora abitualmente nell’abitazione principale. Tale detrazione si applica anche se il figlio lavora quindi dispone di un proprio reddito.
Se l’abitazione principale si trova in luogo diverso dalla residenza anagrafica non si deve pagare l’IMU, a patto che tale luogo costituisca l'abitazione abituale. Tutte queste agevolazioni però si applicano ad una sola unità immobiliare sulla base delle certificazioni catastali, per cui se l’abitazione risulta accatastata come due unità immobiliari distinte e separate, bisognerà unire le due particelle in questo modo sara' possibile usufruire dell’agevolazione sull’intera abitazione.
Inoltre, se i coniugi abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in abitazioni diversi, ma che si trovano nello stesso Comune, le agevolazioni per l’abitazione si applicheranno ad un solo immobile, se al contrario i coniugi dimorano e risiedono anagraficamente in Comuni diversi, le agevolazioni spetteranno ad entrambe le unita'immobiliari. Se invece, il figlio che dimora e risiede anagraficamente in un altro immobile posto nello stesso Comune, forma un nuovo nucleo familiare avrà diritto anch'egli di godere delle agevolazioni.
Le agevolazioni previste per l’abitazione principale non si applicano nel caso in cui l’immobile sia stato concesso ad uso gratuito e utilizzato come abitazione principale da un familiare attraverso un contratto di comodato.
In questo caso, per poter godere delle agevolazioni, bisognerà costituire a favore del familiare il diritto di usufrutto o di abitazione; cosi facendo sarà lui, in qualità di usufruttuario, a pagare l’IMU e avrà diritto alle agevolazioni se sussistono i presupposti di residenza anagrafica e dimora abituale. Insomma, una speranza a quanto pare per poter pagare di meno l'IMU esiste.