Nichi Vendola non ci sta. Dopo il tracollo del PD nel corso delle ultime votazioni per la presidenza della Repubblica, il leader di SEL ha annunciato le sue intenzioni diramandole anche attraverso lo stesso sito web di Sinistra Ecologia e Libertà e i social network: no alle larghe intese.
Già durante le votazioni per il "nuovo" Presidente, il partito di Vendola, pur essendo entrato in Parlamento grazie alla coalizione con il PD, aveva deciso di convergere su Stefano Rodotà e non su Franco Marini, il candidato proposto da Bersani. Pur convergendo in un secondo momento sul secondo nome proposto dal PD, quello di Romano Prodi, davanti alla proposta del Napolitano-bis, i parlamentari di SEL si sono definitivamente dissociati confermando il nome di Rodotà.
A votazioni finite, Nichi Vendola non ha fatto attendere il suo commento a caldo, denunciando "l'ipotesi sciagurata" delle larghe intese come contraria al sentire generale degli elettori del centrosinistra, tanto quelli di SEL, quanto la maggior parte di quelli del PD. Nella pagina Facebook di Sinistra Ecologia Libertà, ha poi aggiunto l'intenzione di convocare una grande assemblea a Roma l'8 maggio per aprire un vero e proprio "cantiere della sinistra". La parola d'ordine per Vendola è "ricostruire" e la volontà è quella di colmare un vuoto a sinistra nel quale si potrebbero riconoscere frange di delusi dal PD.
La sua proposta, sottolinea ancora il governatore della Puglia, vuole essere ben lontana dalle minoritarie esperienze del passato (come fu ad esempio la Sinistra Arcobaleno) e sarà invece aperta a "tutti coloro che dopo lo schianto del PD sono interessati".
Ogni riferimento alle voci fuori dal coro rispetto a quelli che erano i vertici del Partito Democratico non è puramente casuale. E le voci fuori dal coro sono diverse, da Barca a Civati. Tuttavia, la situazione è ancora troppo fresca e intricata per generare immediate risposte e risoluzioni. Per quanto la proposta di Vendola possa trovare terreno fertile, non è detto che attecchisca e l'unica cosa che per ora sembra certa è che SEL sarà all'opposizione in caso di larghe intese.
L'endemico problema della sinistra italiana che si unisce per poi dividersi si ripete così per l'ennesima volta. Che sia quella buona in cui si impara dagli errori del passato e si guarda finalmente verso il nuovo e verso il cambiamento?